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La new Versace di Dario Vitale

Debutto ufficiale dello stilista ex Miu Miu alla guida della Medusa, pronta all’ingresso in Prada. Sensualità più strong nella nuova vena estetica, con rimandi all’archivio, a un classicismo irriverente e a un mix visivamente provocatorio

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Un look Versace spring-summer 2026 (courtesy Versace)
Un look Versace spring-summer 2026 (courtesy Versace)

Una nuova vena di sensualità e sessualità pervade Versace con l’arrivo di Dario Vitale. Un segnale si era avuto nel primo pomeriggio, quando sull’account IG della Medusa erano comparse delle foto firmate da Tyrone Leblon. Un ragazzo in nudo integrale coperto solo dal logo, tra colonne di una casa tempio. Decolletté con il tacco che pungono una gamba maschile. Un gilet con decor dorati molto archivio portato naked e come accessori gli addominali scolpiti. Il tutto per arrivare a quella presentazione intima che ha avuto luogo nella Pinacoteca ambrosiana, un museo trasformato in un appartamento milanese tra camera da letto, ufficio, sala beauty per la toilette.

Sono tutti elementi per raccontare la nuova visione della maison milanese che è pronta al next step. Quello creativo, nel dopo Donatella Versace ora in un differente ruolo nella griffe, con il debutto ufficiale allo stile di Dario Vitale, che aveva dato dei primi assaggi della sua estetica con Julia Roberts al festival del cinema di Venezia. E poi un new moment aziendale, visto che Versace entrerà nel mondo Prada, dopo gli anni trascorsi in Capri holdings. I primi giudici sono quei 200 ospiti, 200 happy few davanti ai quali si sono alternati una settantina di look, genderless come concetto cardine, che da programma verranno realizzati in tutte le taglie per saltare le barriere dell’incasellamento sessuale. Indossati da un cast che cambia radicalmente, niente modelle star come in passato ma più community, parola chiave per creare o ricreare un mondo intorno alla fashion house, che preferisce invitare alla serata artisti, poeti, curatori e archeologi, non uber celebrity da red carpet. E il linguaggio vestimentario come si presenta? «Un’eleganza profondamente italiana con un impulso irriverente», si legge in una nota, «Il classicismo nobile, con le sue virtù stoiche e l’era dorata dell’antichità, viene venerato e al contempo stravolto. Questa è la base del mito della maison, che evoca la grandiosità mediterranea e il colore, la magnificenza e l’arte della Magna Grecia».

Un look Versace spring-summer 2026 (courtesy Versace)
Un look Versace spring-summer 2026 (courtesy Versace)

Il classicismo si scontra con una sensibilità da strada, sovrapponendo denim, pelle, metallo e seta. Giubbotti in leather rattoppata. Maglioni sopra camicie sopra T-shirt bianche. Jeans a righe e esplosi nei toni di Miami beach e del Mediterraneo. «Il sesso domina, non solo come estetica, ma come fattore che condiziona un modo di essere, che scorre attraverso i gesti e le silhouette», continua la nota. Con quella promessa di irriverenza che pesca nel Dna. Tailleur e négligé, denim, pelle e camicie stampate affondano le radici nell’archivio Versace. Come scordare gli iconici abiti in metallo misto. E un tocco di decadenza art déco per chi osa indulgere nella curiosità.

Giudizio. Sesso. Sensualità. Nuovo classicismo irriverente. Il corpo riscoperto. Eleganza ma oltraggiosa, la tradizione subversive. Concetto di nuova famiglia o famiglia scelta. Sono tutti i totem nella mente di Dario Vitale. Il cambiamento c’è, sicuramente c’è la volontà di provocare una reazione in chi guarda con dei mix da capire piano piano, meno immediati. Love it or hate it. Bisogna vedere se la direzione scelta si sposerà con il cambio di proprietà. Il vero giudizio è atteso per la prossima prova a febbraio. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 26/09/2025 21:00
Ultimo aggiornamento: 26/09/2025 21:00
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