TrendLa moda diventa politica per Maxivive
Continua la serie di esplorazioni della diversità di genere in Africa per il marchio fondato dal designer nigeriano Papa Oyeyemi. Con uno show digital che è un atto potente e riflessivo. Non ci sono abiti sul catwalk, solo quattro protagonisti accomunati dall’identità di genere transessuale, che hanno raccontato la loro storia di vita
Maxivive parla di politica, ancor prima di moda. O meglio, usa la moda come potente strumento di attivismo sociale. È questa l’essenza del marchio che ha base a Lagos, dove il designer nigeriano Papa Oyeyemi, l’ha fondato nel 2007. Ed è un manifesto politico e sociale quello che è andato in scena sugli schermi della sua ultima presentazione digital, in calendario alla Milano fashion week.
Niente abiti in passerella, niente modelli. Su uno sfondo nero, quattro persone sedute su degli sgabelli, hanno raccontato la loro storia. Racconti di vita, intimi e personali, tutti accomunati dall’identità di genere, quella transessuale dei protagonisti, e quella della cultura di appartenenza, quella africana.
Il processo di transizione, la lotta per l’accettazione in una società ancora incapace di accettare, il significato dell’autenticità, della libertà di essere chi realmente si è. Con parole che fanno fermare e ascoltare, continua così, con un atto potente e riflessivo, la serie di esplorazione della diversità di genere in Africa per Maxivive. (riproduzione riservata)