TrendLa moda di Qasimi tra arte e politica
Per la collezione autunno-inverno 2025/26 la creativa Hoor Al Qasimi collabora con l’artista di origini maori Emily Karaka. Abiti modulari, personalizzabili, dai colori caldi e terreni, raccontano un viaggio che va dalla Polinesia francese alla Nuova Zelanda
«I miei abiti sono lo scudo che protegge la loro cultura», così Hoor Al Qasimi, creativa e founder di Qasimi, descrive i suoi capi portavoce di messaggi artistici e politici. Nella cornice del quartiere Isola di Milano, la nuova collezione autunno-inverno 2025/26, in linea con le precedenti, mette in luce il talento di creativi provenienti da tutto il mondo. Per questa stagione la designer ha collaborato con l’artista di origini maori Emily Karaka che approfondisce, attraverso le sue opere, la storia e la cultura di questo popolo, oltre a esplorare temi quali le dispute territoriali e l’oppressione politica.
Il lavoro di Karaka ispira i look composti da camicie genderless, pantaloni ampi, che rimandano alle silhouette mediorientali e nordafricane, ma anche giacche a vento boxy e felpe con cappuccio. Moltissimi gli abiti modulari e capi trasformabili. Cerniere, borchie, bottoni e cuciture regolabili consentono in pochi secondi di personalizzare ogni outfit, in modo da renderli più unici e come spiega la designer «per avere più capi in uno, un modo divertente di essere sostenibile».

La palette cromatica è ricca e intensa. Ispirata ai colori della terra, sono presenti un’ampia gamma di marroni, curcuma, oro, fino al color sabbia. Ma le texture, ne fanno da protagonista. Jacquard e cuciture sfilacciate danno vita ad un motivo trompe l’oeil che ricorda il mohair. Tra questi i fili blu intrecciati che rappresentano le onde del mare e dei fiumi su cui i Maori viaggiarono da Raiatea nella Polinesia Francese ad Aotearoa in Nuova Zelanda.
Gli abiti, come tele, omaggiano le opere di Emily Karaka. Le pennellate dell’artista sono reinterpretate in technicolor e le sue incisioni, inviti alla resistenza, vengono ricamate sul busto e sulle maniche. Hoor Al Qasimi intreccia sapientemente le parole e le immagini dell’artista nell’ordito dei tessuti in modo che ogni uscita, ispirata da una delle sue opere principali He Kakano Ahau,e tra queste una cita: «My language my strenght». (riproduzione riservata)