TrendLa magia di Alaïa su New York
Ritorno nella Grande mela per il brand disegnato da Pieter Mulier, che si conferma un hot ticket. Sfilando al Guggenheim museum con abiti architettonici sospesi sul corpo, davanti a star da Rihanna a Lewis Hamilton
È uno dei veri hot ticket di stagione per la fashion week della Grande mela. Probabilmente il vero place to be. Perché lo show Alaïa firmato dalla sua mente creative Pieter Mulier ha incantato New York e il suo popolo modaiolo. Riunendo per la sfilata winter-summer 2025 un pool di visi che non si dimenticano, accanto agli studenti di tre scuole di moda americane. Naomi Campbell che è di casa nella maison francese, già musa dello stesso monsieur Azzedine. Ma ecco Lewis Hamilton con occhiali da sole, Amber Valletta in tubino seconda pelle, Linda Evangelista in un trench rivisitato, Stephanie Seymour leopardata, ma anche Karlie Kloss, Inez&Vinoodh fino a Rihanna che è arrivata per ultima come una vera star.
«Questa collezione racconta di tradizione e modernità insieme», ha spiegato lo stesso Pieter Mulier, «rappresenta una celebrazione dell’ideologia americana dell’abito e attraverso quello di uno spirito che possa unire New York e Paris, the body in motion, liberato. Come Alaïa è sempre stato». E dato che nel 1982, Azzedine Alaïa presentò per la prima volta a New York, un cerchio sembra essersi chiuso. E un altro cerchio si chiude letteralmente creando un legame visivo tra la struttura della location e gli abiti.
Si sfila infatti all’interno del Solomon R. Guggenheim museum sulla Quinta strada. In quella spirale immaginata da Frank Lloyd Wright che si sposa con i vestiti sospesi sul corpo creati da Mulier, attorcigliati sulla figura come fossero anti gravitazionali, fluttuanti con quelle balze che danno volume. Top croppati e trasparenti senza malizia. Orecchini a micro catene che diventano cascate. Volumi oversize per quelle che sembrano pellicce. Su un casting con donne come Kendall Jenner, Vittoria Ceretti e Mariacarla Boscono.
Giudizio. Un successo meritato, un ritorno di cui si sentiva bisogno. Pieter Mulier ricrea quella magia che ha da sempre avvolto il marchio e il suo fiondatore, un percorso silenzioso senza troppo clamore almeno in apparenza. Ma forte e affilato perché scorre sottopelle. Lascia il segno. (riproduzione riservata)