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La forza cangiante di Armani alla Milano fashion week

Uno show raccolto segna l’avvio della nuova fase della maison. Una serie di look dalle silhouette morbide in materiali dalle nuance iridescenti anima il defilé, con qualche tocco femminile che sorprende. Inattesa la co-lab con Alanui. I paparazzi si scatenano su Ricky Martin e una grande ovazione saluta Leo Dell’Orco nel finale

di Tommaso Palazzi
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Un look Giorgio Armani fall-winter 2026/27 (ph Tommaso Palazzi)
Un look Giorgio Armani fall-winter 2026/27 (ph Tommaso Palazzi)

Cangiante è sinonimo di iridescente, un aggettivo che descrive ciò che, pur rimanendo com’è, muta a seconda dell’angolo di osservazione. Che si tratti di un’idea, di un segno o di un impasto di colori, poco importa: la metafora calza perfettamente allo stile Giorgio Armani oggi, dove la coerenza creativa si illumina di nuovi riflessi, permettendo allo sguardo di posarsi su ciò che cambia, senza perdere la sottigliezza di sempre né la disinvoltura fresca che da sempre contraddistingue la maison.

Il punto di vista di Leo Dell’Orco nasce con naturalezza da quarant’anni di esperienza al fianco di Giorgio Armani e dal desiderio di imprimere un segno personale in quella che si presenta come la sua prima uscita da protagonista. Ed è il colore a emergere come filo conduttore della collezione: discreto ma deciso, brillante ma mai invadente, un accento che definisce senza mai sopraffare. Note di verde oliva, viola ametista e blu lapislazzuli punteggiano una palette di grigi, beige, neutri, neri e blu intensi. Toni resi ancora più vivi da materie seriche e iridescenti come velluto, crêpe e ciniglia, amalgamate a cashmere garzati, lane battute e pelli dalla mano ricca, tattile e opaca.

La silhouette è fluida e i volumi si aprono con naturalezza: blouson leggeri, giacche dalle abbottonature basse, cappotti avvolgenti, camicie con o senza collo e pantaloni ampi che ricadono su scarpe di suede e boot. Anche l’abbigliamento da neve riflette la stessa idea di eleganza facile, impreziosito da bagliori vellutati che non rinunciano alla praticità. La maglieria, morbida e materica, occupa un ruolo centrale, con cardigan a jacquard geometrici, maschili e femminili, nati dalla collaborazione con Alanui. Un’armonia speciale scaturisce dai contrasti tra lucido e opaco, tra apparenza e sostanza: montoni dalla mano velluto, sete che sembrano denim, cashmere che si piega al corpo senza costrizione. Anche il nero della sera vibra di note preziose, e gli accessori completano l’immagine senza appesantirla: borse capienti o a tracolla, cinture con ganci grafici, cappelli dalla tesa ampia, occhiali dal design leggero, dettagli che parlano di eleganza contemporanea con naturalezza.

In questo debutto di Dell’Orco, l’equilibrio tra tradizione e innovazione si fa tangibile. La maison, pur fedele al proprio Dna, si apre a una nuova fase: raffinata, sensibile ai riflessi della luce e alla cangianza dei materiali, ma sempre capace di avvolgere il corpo con eleganza. È una forza discreta, sottile eppure immediatamente percepibile, quella che accompagna ogni passo in passerella e ogni sguardo rivolto allo show, suggellata dall’applauso caloroso che ha salutato il finale. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 19/01/2026 13:00
Ultimo aggiornamento: 19/01/2026 14:59
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