TrendLa parata delle vanità à la N21
Alessandro Dell’Acqua sceglie il nero per aprire lo show tra suit e silhouette cocoon. Optando poi per bagliori glam
Colpo di scena. Si parte da dove in genere si finisce. Il serpentone conclusivo dello show è l’incipit della sfilata di N°21. Per un attimo si rimane con il fiato sospeso in attesa che i look tornino singolarmente sulla passerella. Il riferimento è alla parata conclusiva di 8 e mezzo di Federico Fellini, quando tutti i personaggi formano un carosello di umanità varia.«Ho raccontato una femminilità più quotidiana, una donna sobria incarnata da modelle più adulte», spiega Alessandro Dell’Acqua. Che parla di «voyeurismo sentimentale», citando il libro di Sophie Calle, The hotel, dove la fotografa si finge cameriera per entrare con i suoi scatti nell'intimità delle camere degli ospiti.
La scena si apre con il nero assoluto per tailleur maschili o abiti e coat dalle forme morbide di ispirazione 40s. Il nero come sottrazione. Un pantalone morbido, un pull e una camicia. Un abito con lo scollo a cuore e un maxi fiocco. Un dress a sacchetto dalle maniche ampie. Il maschile dei suit e dei cappotti a kimono si affianca alla femminilità di abiti di paillette e a sottovesti di seta. Mentre per l’eveningwear bagliori di rosso infuocato e di oro prezioso illuminano i gown. In una sequenza dove volumi e forme scrivono un nuovo capitolo di stile.
Giudizio. Alessandro Dell’Acqua porta avanti con determinazione la sua visione per N°21. Dimostrando coraggio nel difendere l’identità del suo marchio in un mercato in tempesta. (riproduzione riservata)
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