TrendLa femminilità contemporanea di Twinset alla Milano fashion week
Per la sua seconda prova in passerella, il marchio controllato dal fondo Carlyle porta sulla runway il suo savoir-faire made in Italy elegante e leggero tra mini gonne e abiti in seta. Sul défilé anche le supermodelle Jessica Miller e Laetitia Casta

Light and clean. Twinset parla con leggerezza di femminilità declinata in quello stile di vita che le convezioni estetiche riassumono nei termini che definiscono le donne contemporanee. Sfilano capi che mostrano tutto il savoir-faire made in Italy del marchio controllato dal fondo Carlyle.
Lavorazioni che trasformano la maglieria in una elaborazione sottile di lavorazioni in pizzo. Ed è proprio il pizzo il primo aspetto della leggerezza che caratterizza la collezione e che si declina nel suo significato di trasparenza sulle petite robe noir che dialogano con le minigonne e i micro-top il cui aspetto richiama le tecniche di lavorazione manuale.

«Con questa seconda sfilata ci aspettiamo una conferma. Siamo molto contenti del lavoro fatto a febbraio e soprattutto vogliamo fare un passo in avanti anche perché lo show è un processo, un percorso, un viaggio che noi, avendolo appena iniziato, siamo entusiasti, con voglia di fare vestiti e scoprire posti nuovi», spiega nel backstage a MFF il ceo, Alessandro Varisco.
In passerella anche per questa seconda prova tornano i grandi nomi della moda. Se per il debutto avevano sfilato Amber Valletta e Natasha Poly, questa volta sul défilé sono apparse Jessica Miller, Abby Champion, Mia Regan e Laetitia Casta, che ha chiuso lo show con un look viola vedo-non vedo.
Trasformista e coerente, quando lascia la maglieria la leggerezza si declina anche in abiti in crêpon di seta con stampe manuali o a tinta unita, prima di diventare aerea sulle balze in pizzo di abiti corti e fluttuanti che regalano il sensuale movimento scomposto dell’irregolarità. Ma è ancora la leggerezza che si trasforma in semplicità quando riesce a creare una giacca in tessuto che si dota di una cappa sovrapposta e va a completare gli shorts con la cintura gioiello ricamata con perline.

E infine, la stessa leggerezza racconta la femminilità. Abiti lunghi in viscosa mettono in evidenza i loro colori forti per scivolare lungo il corpo sfiorandone le forme e le linee e dar vita a un movimento che parte dallo sviluppo di un taglio sartoriale preciso.
«La prima collezione è andata molto bene, mi auguro che i clienti riconoscano il nostro impegno, anche con questa nuova collezione. I primi capi che abbiamo consegnato, malgrado siano a un prezzo più alto rispetto alla media dei capi Twinset, hanno venduto e stanno vendendo tuttora molto bene. Per il 2025 invece mi aspetto che la moda torni a essere di moda, perché se lo merita», ha proseguito Varisco. Con la sua capacità di «fare maglia» made in Italy, il marchio lega la qualità al prezzo ritornando a quel concetto di «moda democratica» insita nel significato stesso di prêt-à-porter, espressione della moda che unisce l’estetica del design all’etica della produzione industriale e costruisce un rapporto equo con il costo.
Giudizio. Il risultato è una collezione pensata per vestire la contemporaneità senza mistificazione e senza confondere la moda con il lusso. Ma anche senza concettualismi e con un’estetica non aggressiva che esprime una bellezza naturale, possibile, non urlata. (riproduzione riservata)