TrendLa danza cinetica di Y-3
Per Adidas Yohji Yamamoto trasforma il calcio in performance. Tra divise tecniche, mantelli grafici per la co-lab con Takahiro Miyashita di Number (n)ine

Il sole picchia sulla facciata del Palais Brongniart. Saliti gli scalini, il pubblico si ritrova davanti a uno spazio rettangolare circondato da quattro gradinate. Al centro, una pista bianca e nera che ricorda un campo da gioco astratto.
Le linee tracciate sul pavimento si illuminano e la presentazione prende vita. Non una sfilata tradizionale, ma un (lungo) happening coreografico in cui i performer si muovono come in una partita di calcio immaginaria, alternando scatti, cambi di direzione e gesti atletici. È il nuovo capitolo di Y-3 Ballers, il progetto con cui la label nata dalla collaborazione tra Adidas e Yohji Yamamoto continua a esplorare il rapporto tra sport e ricerca stilistica.

Nel momento di massima intensità narrativa, la collezione si apre a una dimensione progettuale con la capsule realizzata insieme a Takahiro Miyashita di Number (n)ine. Un dialogo che affonda nelle affinità elettive tra due codici radicali: le maglie calcistiche vengono decostruite e ricostruite con cuciture nastrate e dettagli tecnici inattesi, i maglioni incorporano fili riflettenti, mentre i capi tailoring si alleggeriscono in costruzioni ultraleggere. A emergere è anche un immaginario grafico diretto e manifesto, tra un «I love Y-3» che rilegge un archivio cult e il numero romano “IX” che rimanda all’identità del designer giapponese. Anche le calzature seguono la stessa traiettoria, con nuove declinazioni ibride che spingono il linguaggio dello sportswear verso una dimensione architettonica e concettuale.
Giudizio. I look guardano al linguaggio delle divise tecniche, ma lo deformano attraverso volumi e costruzioni tipicamente yamamotiane. (riproduzione riservata)
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