TrendLa couture to wear di Schiaparelli
«Essere qui da sei anni mi ha permesso di sviluppare appieno il prêt-à-porter con risultati di vendita concreti», spiega Daniel Roseberry. Che traduce i volumi dell’alta moda in una dimensione daily ma scenografica
L’appuntamento è al Centre Pompidou. Una scelta che nasconde un intento preciso. Lo show di Schiaparelli prende vita nella stessa galleria che aveva ospitato la retrospettiva su Brancusi un anno e mezzo fa. «Non perché volessi che questa collezione parlasse esplicitamente del rapporto tra moda e arte, ma perché sentivo, e sento, che assistere a una sfilata del marchio dovrebbe essere come andare al museo: un’esperienza al tempo stesso ispiratrice, ambiziosa, e rassicurante», spiega Daniel Roseberry, da quasi sei anni direttore creativo della maison di Diego Della Valle. Un tempo sufficientemente lungo da aver permesso al designer di costruire quello che ancora compiutamente non esisteva, ovvero il ready to wear di Schiaparelli. «Quando ho cominciato molti non capivano il mio lavoro, sottolineavano come questo ready to wear assomigliasse troppo alla couture ma qualche anno dopo si è dimostrato un valore aggiunto il non essere sovraesposti grazie a creazioni preziose e profondamente desiderate dalle nostre clienti», ha proseguito lo stilista.
L’hype che si respira allo show infatti è alto tra celebrities come Rosalía e Kylie Jenner. Pronte ad abbracciare, come le clienti della maison, la visione di Roseberry. Che questa stagione prende spunto proprio dal drama e dal surrealismo della couture decostruendolo per il prêt-à-porter. Punto di partenza è la giacca Schiaparelli, dalle spalle accentuate e dalla vita minuta, alleggerita all’estremo per i completi da giorno o modellata da tagli a sbieco. Capo icona che viene accostato a una serie di abiti a colonna lunghi e a una maglieria trompe-l’oeil, eseguita in jacquard che riproduce i volumi dell’alta moda in decori tridimensionali. Uno studio speciale sulle silhouette che prosegue nella versione prêt-à-porter del Tear dress che apre a un nuovo linguaggio dell’eveningwear tra cut out, crystal mesh e bagliori argentei.
Giudizio. «Qualcuno mi ha chiesto come mi sento a essere parte dalla old guard di designer. Questo mi fa sorridere, perché sono qui solo da cinque anni e mezzo, ma mi ha fatto anche riflettere sull’avere avuto il tempo di costruire un ready to wear che sta sovraperformando anche negli accessori, a partire dalle scarpe, prima categoria per crescita», spiega Roseberry. Che difende la sua visione sicuramente unica di moda, senza scendere a compromessi. In attesa della grande mostra dedicata a Elsa Schiaparelli che si aprirà al V&A museum di Londra il prossimo marzo. (riproduzione riservata)