TrendLa Cool Britannia 90’s è riletta da Paul Smith

«Ho la fortuna di avere un grande archivio con decine di migliaia di capi. Così sono tornato a riguardare le mie collezioni degli anni Novanta e dei primi Duemila, ed è da lì che sono ripartito». Parola di sir Paul Smith, che nel backstage all'ultimo piano del suo headquarter milanese di viale Umbria racconta la collezione mentre i modelli festeggiano la fine dello show. In passerella sfilano silhouette asciutte e definite, dal gusto spiccatamente british. Le giacche doppiopetto giocano con l'illusione ottica e son, invece, a un petto solo con un solo bottone. I materiali sono a tratti upcycled, le vestibilità morbide ma sempre controllate.
Spiccano i cappelli in pelle intrecciata, dal sapore vagamente settecentesco, e una serie di dettagli nascosti che testimoniano la cura quasi sartoriale del progetto, come le tasche evanescenti fissate all'interno con sottili nastri di tessuto. «Per una volta sapevo che l’estate sarebbe stata molto calda e ho voluto rinunciare al colore», spiega ancora Paul Smith. Una scelta che si traduce in una palette dominata da sfumature polverose di grigio e tonalità attenuate, perfette per accompagnare un tailoring che resta il cuore della collezione senza mai apparire rigido o ingessato.

Giudizio. «Portrait of the designer as a young man», lo definisce il creativo. Un guardaroba leggero nell'approccio ma preciso nella costruzione, dove memoria e contemporaneità trovano un equilibrio convincente. (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sugli sviluppi delle collezioni primavera-estate dei principali brand di moda.
- Ci sono stati altri casi in cui un designer ha tratto ispirazione dai propri archivi per nuove collezioni?
- Quali sono le tendenze attuali nel settore della moda per l'utilizzo di materiali upcycled?