TrendLa British summer di Burberry
«Volevo il calore… e il colore dell’estate, ma anche leggerezza», spiega il creativo Daniel Lee, che ambienta uno show sofisticato tra gli spazi brutalisti del National theatre. E sul nuovo ceo Joshua Schulman dice: «Porta il suo ottimismo americano nel marchio. In passato, creativi brit con manager Usa hanno fatto grandi cose»

«Volevo il calore… e il colore dell’estate», spiega il creativo Daniel Lee, che ambienta uno show sofisticato tra gli spazi brutalisti del National theatre. E sul nuovo ceo Joshua Schulman dice: «Porta il suo ottimismo americano nel marchio. In passato, creativi brit con manager Usa hanno fatto grandi cose». Dal ponte di Waterloo, il building di cemento del National theatre spicca tra i riflessi del sole sul Tamigi. «In the heart of summer», si compone una scritta dove in genere compaiono i titoli degli show. E dopo l’arrivo di top star come Barry Keoghan in total white, Jack Harlow e Roberto Bolle, lo show si apre in bianco e si chiude in oro. I colori della luce calda d’estate. Gli spazi del foyer del teatro compongono un catwalk asimmetrico, con sedute di metallo e pareti divisorie di stoffa site specific dell’artista Gary Hume.
«Sostenere la cultura British fa parte della nostra tradizione. E questo è un luogo pieno di cultura», sottolinea il creativo Daniel Lee. «Ho lavorato sulle stoffe, principalmente. Volevo leggerezza e colore». La tuta diventa elemento centrale, talora in gabardine e spesso con zip apribili e sexy lungo le tibie. La silhouette è tailored anche per outfit ispirati all’aviazione o all’utility. I tocchi preziosi abbondano, dalle piume agli abiti da sera per lei in oro e argento. Il color zafferano porta una ventata d’estate in gonne fino ai piedi, sotto camicie ampie e croccanti che ricordano Ferré. Rosa per lui o anche leopardo sono tocchi eccentrici e so very brit.
Prima dello show, il ceo Joshua Schulman, arrivato due mesi fa a cercare un turn around per il brand in difficoltà (tanto da aver perso oltre il 70% in borsa in un anno) dice a MFF: «Sono stato a pranzo da Rose Marie Bravo (la ceo che a inizio 2000 portò a una stagione d’oro per il brand, ndr) a Long Island. Abbiamo parlato molto di questo marchio». Al termine dello show, Daniel Lee gli fa eco: «Joshua ha portato il suo ottimismo americano. Ci siamo concentrati sullo show in questi due mesi, ma in passato i ceo Usa con creativi Brit hanno funzionato».
Giudizio. Lo show conferma la visione creativa di Daniel Lee per il marchio più atteso della London fashion week. Colto e lussuoso senza ostentazione. Il creativo che ha rivoluzionato Bottega Veneta si cimenta con un brand nato dal trench anziché dagli accessori. Se il dialogo con il nuovo ceo porterà a un nuovo corso, si vedrà probabilmente nei prossimi mesi. (riproduzione riservata)