TrendLa borghesia distorta di Acne studios
Il brand rilegge l’estetica bourgeois trasformandola in qualcosa di completamente innovativo. Un nuovo tailoring, stampe narrative e silhouette instabili per una collezione che costruisce un racconto ironico e inquieto
Per l’autunno-inverno 2026/27, Acne studios mette in scena un racconto che osserva il guardaroba della borghesia per poi deformarlo. Ecco sfilare in passerella gonne midi a pieghe, tailleur check, giacche sartoriali e abiti drappeggiati. Ma è proprio in quell’ordine apparente che Jonny Johansson inserisce le sue deviazioni. Le silhouette restano pulite ma mai completamente stabili. Un abito rosa satinato con collo effetto furry amplifica una femminilità a tratti cinematografica, mentre gli abiti drappeggiati in tonalità lattiginose o verde oliva scivolano sui corpi. Particolarmente interessante è una sorta di gioco tra eleganza e straniamento.
Stivali che allungano le gambe fino a creare una silhouette quasi irreale, mentre accessori e styling, tra foulard, occhiali e borse strutturate, evocano un’eleganza volutamente ambigua, con quell’aria di bourgeois chic che Acne studios destabilizza. Johansson non distrugge il guardaroba borghese. Lo osserva, lo analizza e lo piega lentamente verso qualcosa di inedito. Così la maison preferisce lavorare sulla sottile linea tra normalità e distorsione, tra eleganza e inquietudine. Una attitude estremamente contemporanea che rende questo guardaroba borghese improvvisamente molto più interessante.
Giudizio. Una collezione classy e lucidissima, dove la normalità si piega lentamente verso qualcosa di più ambiguo e inatteso. (riproduzione riservata)
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