TrendLa bellezza non convenzionale di Martine Rose
Lunghissime parrucche e nasi finti trasformano i volti dei modelli che, con ritmo incalzante, avanzano tra abiti undone, giacche sagomate e silhouette scolpite

Teli riciclati che costruiscono muri immaginari. Volantini sparsi a terra. Fumo e penombra. Entrante nella sala sfilata di Martine Rose è come immergersi in una dimensione surreale e ancora più surreali sono i protagonisti della passerella. Creature volutamente trasformate in portavoci di una bellezza non convenzionale da nasi finti di gomma e da parrucche lunghissime simili a dreadlock.
La musica rimbomba tra le pareti e, con passo deciso, i modelli avanzano in camicie modellate da toppe, pantaloni con ginocchiere da motociclista e giacche sagomate per accentuare la silhouette delle spalle. La sartorialità si esprime attraverso blazer doppiopetto mentre una sensibilità nuova, più morbida, cruda e undone è espressa nei bordi tagliati e nei patch degli indumenti, nei cardigan e nelle costruzioni di lacci eseguite a mano. Local hero, un tema ricorrente nel lavoro di Martine Rose, appare come slogan sulle maglie.
Giudizio. Inaspettato show per i canoni milanesi che conferma l’anima undergroud della designer nella sua migrazione tra Londra, Parigi, Firenze e Milani. (riproduzione riservata)