TrendLa ballata soft immaginata da Yohji Yamamoto
C’è una lentezza che è sinonimo di saggezza nella moda di Yohji Yamamoto. E nel torrido pomeriggio parigino, nello showroom che ospita la sfilata, questa cadenza controllata invita a ritmi più pacati. Soprabiti con maniche borchiate increspate sulle spalle prendono le forme di zampe di rapaci. Un’aquila compare infatti sugli stampati in grigio dello spolverino che sfila subito dopo. Spruzzi di pittura alla Pollock decorano altri completi sempre molto fluidi. E poi arriva il rosso. Atttraversa come un lampo infuocato dei look dall’incedere dark che danno a chi li indossa la nonchalance di un principe decaduto.
Al centro della passerella due cilindri sospesi con i loro liquidi rosso e blu sui quali ogni modello appoggia le mani, oppure fa dondolare, quasi fossero amuleti magici. Un dualismo yin e yang che infonde curiosità. Velluti devoré tracciano il profilo di in moderno cavaliere su lunghe giacche e pantaloni corti e larghi. Eroe romantico, l’uomo di Yamamoto è regale anche quando porta tricot dalle maglie slabbrate su pantaloni chiusi alle caviglie da un doppio laccio. Un tablier di pizzo infonde una tenerezza più soft a un look austero e una presenza femminile chiude la sfilata con mascherina e catenine metalliche.
Giudizio. Una ballata jazz, una composizione di moda in cui anche i silenzi hanno l’eleganza di una grande sinfonia. (riproduzione riservata)
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