TrendL’urban chicness secondo Lacoste
La collezione rende omaggio a René Lacoste come imprenditore e socialite più che al grande tennista, con capi che mixano sartorialità e relax
Non è lo sportivo ma il il privato cittadino René Lacoste ad aver ispirato la collezione Lacoste alla direttrice artistica Pelagia Kolotouros. L’imprenditore e socialite, uomo di cultura e di relazioni, che aveva un innegabile fascino. Sul campo centrale Philippe Chatrier di Roland Garros sfilano tailleur bianchi, jumpsuit beige cammello e abitini verde bottiglia, un omaggio all’eleganza composta e atletica del grande tennista. Matelassé e tessuti tecnici si armonizzano con le forme geometriche di gonne e impermeabili per dei look proiettati nel futuro.
È uno stile tra modernità e accenti vintage, con top tagliati in sbieco, abiti-foulard e piumini portati ampi. Il classicismo di certi outfit è contraddetto da dettagli playful che ne accentuano un glamour dagli anni 30, con quella nonchalance pacata e disinvolta che prediligeva René, agli anni 90. La polo viene riletta e riadattata in abiti e pezzi ibridi per comunicarci che dietro l’heritage ci possono essere sempre sorprese creative. Il nome di René compare come logo ai margini di giacche e persino le toppe ricamate sono un omaggio alla storia dell’atleta, ispirate ai medaglioni dei tornei dell’archivio personale. La marca del coccodrillo trova così un linguaggio pieno di freschezza, di fornte a una platea con il premio Oscar Adrien Brody e Pierre Niney, il Conte di Montecristo del film di Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière.
Giudizio. Il guardaroba del citizen Lacoste si adatta perfettamente ai gusti di generazioni trasversali, con la sua spinta dinamica che non tralascia il glamour e la forza innovativa di tessuti e texture. (riproduzione riservata)