TrendLo spirito libero di Giorgio Armani
«La mia visione del momento attuale, questa stagione è particolarmente lontana da convenzioni», spiega lo stesso designer, raccontando la collezione del marchio che compie cinquant’anni nel 2025. Texture preziose e volumi avvolgenti costruiscono silhouette morbide illuminate da tocchi di verde e di rosso ciliegia e da fili di luce

La sala sfilate di via Borgonuovo si veste di una luce chiara e pulita. Nessun iper decoro, solo linee grafiche e geometriche perché l’attenzione dello spettatore si concentri sull’essenza della collezione fall-winter 2025/26 Giorgio Armani, che ha conquistato i riflettori della mattinata durante l’ultima giornata della Milano fashion week. Nulla ferma il pubblico e le celebrities, nemmeno la pioggia, sotto la quale Adrien Brody si ferma a favore dell’obiettivo dei fotografi.
Se nell’Emporio (vedere articolo a pagina IV) grande spazio è stato dato alla seduzione di elementi estremi, per la sua main line, che compie cinquant’anni nel 2025, Giorgio Armani attinge all’essenza del bel vestire e dell’eleganza rifuggendo ogni costrizione o formula preconfezionata. Un cappotto lungo e avvolgente, un pantalone morbido segnato da pinces, ricca maglieria e sovrapposizioni di texture danno vita al racconto del menswear di stagione partendo proprio dalla materia, preziosa e riccamente lavorata. L’obiettivo è costruire una collezione versatile e interpretabile in maniera personale da chi la indossa.
«La passerella per me è una proposta: la mia visione del momento attuale, che questa stagione è particolarmente libera da costrizioni e convenzioni», spiega lo stesso Giorgio Armani. «E mi piace immaginare gli abiti che entrano nei guardaroba e nelle vite di uomini diversi per età e atteggiamento e che vengono interpretati da ciascuno secondo la propria personalità. Fare moda, per me, significa creare strumenti che accompagnano la vita, rendendola idealmente più bella e confortevole».
Lane pregiate, velluti e sete vanno a comporre le silhouette in giochi di layering illuminati da accenti di verde boschivo e rosso ciliegia. Formale e informale dialogano tra di loro per conferire un atteggiamento disinvolto al vestire. Lo sguardo non è rivolto a una specifica tipologia di uomo ma a persone che potranno rileggere i capi con grande libertà. Le giacche, le camicie e i pantaloni cambiano aspetto e diventano più sciolti e confortevoli, gilet zippati, come il cappotto che sulla schiena svela una fantasia gessata, finiscono anche sotto il tuxedo, rendendo sportivo perfino il più formale dei completi. Attitudini differenti dialogano tra di loro con una parentesi dedicata alla linea Neve che porta subito alla mente le prossime Olimpiadi di Milano-Cortina. Un flash nell’oscurità cattura i modelli che avanzano nei loro completi d’alta quota perfetti da indossare nelle località sciistiche più prestigiose. Poi si torna rapidamente in città, tra maglieria grigio perla, pantaloni infilati negli anfibi, bomber di montone e cappotti faux fur. Mentre la sera viene interpretata da coppie très chic vestite di velluti e dettagli di cristallo. E se i ragazzi indossano completi morbidi e decostruiti, le donne sembrano aver rubato dal guardaroba dei loro compagni alcuni capi, abbinandoli a scarpe basse.
Giudizio. L’anno del cinquantesimo inizia nel segno di una celebrazione dello stile per il marchio. Giorgio Armani intesse il suo elogio dell’eleganza esaltando materiali preziosi, texture ricche e silhouette confortevoli. Quella idea di lusso, insomma, che oggi il mercato sembra privilegiare. Capi senza tempo, che regalino a chi li indossa la possibilità di viverli pienamente e con personalità. (riproduzione riservata)