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The morning after di Saint Laurent

Un nutrito parterre di celebrities tra cui Connor Storrie, Austin Butler e Rami Malek si fa largo tra i flash dei fotografi come su un red carpet per lo show della maison di Kering. Una riflessione sulla mascolinità per Anthony Vaccarello che si è ispirato al romanzo La stanza di Giovanni. Tra texture morbide, tratti puliti e un dominio assoluto del nero

di Chiara Bottoni (Parigi)
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Un look Saint Laurent fall-winter 2026/27 (courtesy Saint Laurent)
Un look Saint Laurent fall-winter 2026/27 (courtesy Saint Laurent)

È l’alba del giorno dopo. Quando la luce comincia a filtrare tra la notte e la coscienza ruba spazio all’inconscio. L’oscurità circonda la Bourse de commerce, sede della Collection Pinault. Una parata di celebrities si fa largo tra i fotografi per assistere allo show uomo di Saint Laurent, che sfila durante la couture per questioni logistiche legate alla disponibilità della location. Connor Storrie, acclamato interprete di Heated rivalry, Austin Butler, Rami Malek e Kate Moss tra gli altri siedono attorno alla passerella circolare mentre poco lontano il nuovo ceo di Kering, Luca de Meo, affianca Anna Wintour insieme a François-Henri Pinault. Un’atmosfera cinematografica avvolge la sala pronta ad accogliere la nuova prova del direttore creativo Anthony Vaccarello, che per la fall-winter 2026/27 racconta di aver tratto ispirazione dal romanzo del 1956 di James Baldwin, La stanza di Giovanni. «La scorsa estate ho letto questo libro e mi ha affascinato la sua atmosfera. Quel raccontare di essere nel mezzo tra le convenzioni sociali e il rispondere al proprio desiderio primordiale», spiega Vaccarello.

Riproducendo sugli abiti i tratti del romanzo, rivoluzionario e incisivo nella sua rappresentazione dell’attrazione sessuale e nella sfida alla mascolinità convenzionale, borghese e post-bellica. La forza della creazione viene sintetizzata nella silhouette. Linee nette, geometriche, emergono dai tratti precisi. «Ho voluto tornare a silhouette definite che rendessero rilevanti il nero e la semplicità», ha proseguito Vaccarello. «Ho abbandonato i color block che sono stati la mia comfort zone per diverse stagioni. Ho esplorato i cliché della mascolinità, creando spalle ampie, linee rette, capi più classici in tessuti semplici. Perché, in fondo, Saint Laurent è l’epitome della chicness».

Un look Saint Laurent fall-winter 2026/27 alla Paris haute couture (courtesy
Un look Saint Laurent fall-winter 2026/27 alla Paris haute couture (courtesy

Un sottile erotismo permea tutta la collezione. Mai esplicito, sempre sottinteso. Le texture morbide e stropicciate raccontano di vestiti abbandonati la notte prima e reindossati al mattino per fuggire dal peccato. Proprio come, nel romanzo, David lascia per l’ultima volta la stanza parigina del suo amante Giovanni. Cappotti dalle spalle decise proteggono la vulnerabilità di un pigiama, profondi scolli lasciano intravedere le nudità. Maglie sottilissime aderiscono al corpo, ne lasciano affiorare i dettagli mentre pull dagli ampi scolli sono portati con una sciarpa leggera annodata. Le camicie hanno colletti storti e polsini sbottonati, come se fossero state indossate rapidamente per uscire di casa mentre il latex dei trench abbinati a cuissardes si alternano a smoking armatura.

Giudizio. Il cinema è uno state of mind in casa Saint Laurent e questa collezione ne è la prova. L’atmosfera, le musiche, eseguite da una piccola orchestra live, le luci e il parterre catapultano subito sulle colline di Hollywood o su un red carpet. Dove gli uomini immaginati da Anthony Vaccarello si preparano a conquistare la scena. Seduttori e seducenti. (riproduzione riservata)  

Orario di pubblicazione: 29/01/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 29/01/2026 19:19
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