TrendL’ode al savoir faire di Setchu
Satoshi Kuwata si ispira alla pesca in Gabon per la sua seconda sfilata milanese. Tra ricami di pesci, reti in pelle e un focus sul saper fare artigianale
Solo 17 look, ognuno come un’opera a sé stante dai vestiti al grooming. Come un provocazione al consumismo, Satoshi Kuwata fa un esercizio di riduzione per la p-e 2027 di Setchu. «Oggi non si sa più cosa sia fatto a mano e cosa no», spiega a MFF. «Qui ho voluto enfatizzare questo aspetto». L’ispirazione arriva dalla pesca, grande passione del designer giapponese vincitore dell’Lvmh prize, interpretata attraverso il lavoro artigianale. Tutto nella collezione la richiama, dalle reti in pelle (ispirate ai manufatti del Gabon, ma annodate con una tecnica nipponica) ai ricami a forma di pesce. Mentre teli in jersey, tenuti in tensione da cavità circolari, creano una trama cut-out.
Giudizio. Kuwata sceglie di fare meno e con maggiore intenzionalità, e il pubblico applaude questa sua seconda prova milanese. (riproduzione riservata)
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