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L’ode al cashmere di Laura Biagiotti

La maison evoca il suo legame con Milano e il teatro nel chiostro di via Rovello. Mentre il filato diventa protagonista, tra silhouette confortevoli ed echi rinascimentali

di Giada Cardo
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Una proposta Laura Biagiotti fall-winter 2025/26 (courtesy Laura Biagiotti)
Una proposta Laura Biagiotti fall-winter 2025/26 (courtesy Laura Biagiotti)

Si chiama Queen of cashmere la collezione fall-winter 2025/26 di Laura Biagiotti, svelata sabato pomeriggio nel chiostro rinascimentale di via Rovello. Oggi intitolato alla direttrice teatrale Nina Vinchi Grassi, il luogo si fa emblema del rapporto che la maison ha coltivato negli anni con Milano e con l’istituzione del Piccolo teatro, a partire dalla prima sfilata nel 1974. Il nome della collezione, invece, omaggia «il savoir-faire e la capacità di sperimentare con il cashmere della nostra casa, attraverso l’appellativo che l’editor del New York times Bernardine Morris tributò a mia madre negli anni 80», spiega a MFF Lavinia Biagiotti Cigna, che disegna la linea.

Sotto lo storico porticato, voluto da Ludovico il Moro per farne dono a Cecilia Gallerani, ritratta da Leonardo Da Vinci nella celeberrima Dama con l’ermellino, il cashmere diventa protagonista al quadrato tra lavorazioni sapienti ed echi rinascimentali. Dalla stampa Paisley ai coat in cashmere double, passando per altre numerose declinazioni del filato, come lo jacquard con lurex effetto 3D che riproduce il disegno cashmere sull’abito Bambola e ricorda le luci dei teatri.

«Le silhouette sono sempre confortevoli, perché nella maglia non c’è mai costrizione ma grande libertà di movimento», sottolinea Biagiotti Cigna. Che immagina maxi trecce sugli abiti che diventano nodi con un effetto torchon, cappotti dai volumi ampi anche effetto fur, blazer avvitati e gonne godet. La stampa cashmere, ripresa da un disegno acquerellato degli archivi, decora abiti in seta fluttuanti, mentre lavorazioni couture per i modelli in duchesse si ispirano al guardaroba principesco di Cecilia Gallerani. Tutto in una palette sofisticata che si apre con l’inconfondibile bianco Biagiotti in composizione con il marrone, per sfumare in tonalità neutre dall’alabastro al beige e più decise, dallo sherry al blu artico e carta da zucchero.

Giudizio. «Sono cresciuta in una cultura in cui è l’abito che si adatta al corpo e non viceversa», spiega nel backstage Biagiotti Cigna. Che parte dal cashmere per comporre un guardaroba poetico ma coerente con i ritmi di oggi. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 01/03/2025 16:25
Ultimo aggiornamento: 03/03/2025 18:38
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