TrendL’inno sovversivo di Victor-Hart alla Milano fashion week
Victor-Hart ridefinisce il rapporto tra rigore e creatività con la collezione Bureaucracy. Proposta per la prima volta all’edizione di Pitti immagine uomo dello scorso giugno, la stagione sovversiva del promettente marchio è tornata sotto i riflettori durante l’ultimo giorno della Milano fashion week con uno show in versione digital, confermando il suo impatto nel panorama della moda contemporanea.
Per l’occasione, il founder e direttore creativo ghanese Victor R. B. Abbey-Hart, finalista del Camera moda fashion trust grant dello scorso anno, ha svelato un cortometraggio, da lui stesso girato, che ha trasportato il pubblico in un acceso club underground. Non una scelta casuale per una collezione che, ispirata al mondo formale e strutturato della burocrazia, trasforma i codici sartoriali classici in chiave futuristica e avanguardistica. Giacche scolpite, pantaloni dal taglio deciso e capispalla oversize à la Matrix dominano infatti la scena, arricchiti da dettagli funzionali come tasche, bottoni metallici e cuciture esposte.
Tra gli accessori, calze bianche abbinate a scarpe college blu elettriche o occhiali scuri che accentuano la carica sovversiva dei look, così come la palette cromatica, un dialogo tra tonalità neutre, nero, grigio antracite e beige, spezzato da accenti vibranti di rosso ruggine e blu elettrico che esprimono il contrasto tra conformità e libertà creativa. Una «libertà che guida il popolo», così come la dipinse Eugène Delacroix per la rivoluzione francese del 1830, che il designer cita nel suo ultimo frame, con una bandiera sventolante tenuta in aria dal suo ultimo giovane protagonista. (riproduzione riservata)