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L’incantesimo sostenibile di Ganni

Il marchio B corp di Copenaghen debutta a Parigi, declinando il suo stile scandinavo in una danza di streghe. Tra trasparenze, arricciature, tocchi sporty e un nuovo sartoriale realizzato in bio-tessuti sperimentali sviluppati in-house

di Margherita Malaguti (Parigi)
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Due look Ganni spring-summer 2025 (ph Margherita Malaguti)
Due look Ganni spring-summer 2025 (ph Margherita Malaguti)

Un incantesimo di sostenibilità per aprire il primo giorno della settimana della moda di Parigi. È quello di Ganni che, forte di un decennio di sfilate alla Copenaghen fashion week, lascia casa dopo essersi affermato internazionalmente come il marchio B corp delle it-girl dallo stile scandinavo. Attratto oggi dalle luci della Ville lumière, per il brand l’incantesimo è duplice. C’è quello che riguarda il business, con la company che studia una nuova crescita dopo la nomina di Laura du Rusquec, ex deputy ceo di Balenciaga, come amministratore delegato. E c’è quello in pedana, testimoniato dalle parole della stilista Ditte Reffstrup.

«Il mio cuore batte soprattutto per i tessuti responsabili e il nostro programma Fabrics of the future (iniziativa lanciata nel 2019 e incentrata su ricerca, sperimentazione e scalabilità di materiali innovativi, ndr) si sente come una magia», spiega, mentre intitola lo show «The craft». La stregoneria è già nell’allestimento, con quel calderone in alluminio riciclato che ribolle al centro della scenografia per raccontare il lavoro di Ganni su oltre 30 bio-tessuti all’avanguardia come fosse un’alchimia moderna.

Tra alternative al poliestere e alla pelle, appare Simplifyber, una biofibra modellabile in tomaie di scarpe da ginnastica. Il sortilegio, qui, è davvero eco-consapevole. E da strega sono le allacciature da corsetto, che corrono su borse e alti stivali flat. Ecco la femminilità à la Ganni, un po’ di sensualità, un che di romanticismo in balze, piccoli fiori e nodi aggraziati al collo. Non mancano i richiami sportivi e infatti compare un lungo abito di maglie da baseball.

Ma è il momento anche di una virata al tailoring e alla struttura, con un guardaroba che segna l’arrivo della maggiore età per la ragazza disegnata da Reffstrup. Tra contrasti che vedono qui trasparenze delicate, là un print leopardato, altrove un tocco tecnico. Ora maniche increspate e gonfie gonne, ora fibbie rock ovunque. Tutto coesiste in armonia e non a caso il dialogo si apre ancora alle collaborazioni, questa volta con lo stilista danese Nicklas Skovgaard e la newyorkese Claire Sullivan che con Ditte Reffstrup co-creano i look.

Giudizio. «Questa collezione parla di coraggio, empowerment e connessione», dichiara Ditte Reffstrup che immagina una comunità aggraziata di donne unite come sorelle che si prendono cura del futuro del pianeta. D’altronde Ganni vuole fare una magia a Parigi. E il pubblico accorso per il debutto in città sembra essere d’accordo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/09/2024 16:54
Ultimo aggiornamento: 25/09/2024 10:33
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