TrendL’happening democratico di Diesel
«Ci siamo rivolti non solo all’élite della moda ma a un pubblico più ampio», spiega a MFF Glenn Martens, designer del marchio di Renzo Rosso. Che fa assistere digitalmente allo show mille persone, rendendo accessibili anche i giorni di casting e fitting. In scena silhouette allungate, layering, jersey devoré, fake fur di lana e denim spalmato

«Diesel ha sempre cercato di essere alternativo alla industry e questa stagione abbiamo sviluppato un concept molto cool. Ci siamo rivolti non solo all’élite della moda ma a un pubblico più ampio e democratico». Glenn Martens, direttore creativo del marchio ammiraglio di Otb-Only the brave di Renzo Rosso non nasconde l’eccitazione alla vigilia della sfilata co-ed autunno-inverno 2024/25 quando, sotto gli occhi di una telecamera in livestream, racconta a MFF i retroscena di questa inedita presentazione i cui passaggi chiave, dallo styling al casting, sono stati trasmessi in diretta streaming sulle piattaforme di Diesel.
«Per la prima volta nel mondo della moda abbiamo dato accesso a un’audience più ampia al processo della sfilata con tre giorni di livestream», ha proseguito il designer belga alla sua terza prova in passerella per il marchio. «Ma non è tutto. A un pubblico internazionale di 1.000 persone è stata data la possibilità di partecipare interattivamente alla sfilata in digitale». Ecco allora che sei maxi schermi si animano dei visi in Zoom degli ospiti in un front row mescolato al front row nello spazio allestito in viale Rubattino. In un mix che rispecchia anche quello della collezione stessa, frutto della fusione di tessuti come il cotone o il jersey, di stampe e di lavorazioni speciali della lana che danno vita a «funny fake fur». L’incipit è dominato da silhouette «sofisticate e allungate» pensate però per vivere intensamente. «Da Diesel bisogna godere la vita perciò anche i look più tailored sono realizzati con materiali destitati a una vita attiva, per uscire, festeggiare...», ha proseguito Martens.

Il concetto di layering 2D prende forma nei dress di jersey fuso con musseline, ad altro jersey, legato e acid washed per dress cute, quasi da cocktail, animati da stampe leopardate (che evocano lo sguardo felino e quasi alieno di alcuni modelli con lenti a contatto colorate), fiorate o percorsi da trasparenze. Una camicia in jersey devoré è come bruciata dal sudore, sotto le braccia e sul petto. Così come le canotte e i miniabiti a maniche lunghe in tartan. Il cotone dei trench o delle giacche è sempre spalmato di gomma o sovratinto. «Abbiamo utilizzato materiali basici, non lussuosi, perché l’esclusività da Diesel dipende da come usiamo questi materiali e da come li trattiamo perché siano unici», ha spiegato il designer.
La lana è impiegata per confezionare abiti jaquard o outerwear wild con copricapi abbinati, tra bomber e fake fur create grazie a un processo di rasatura dei velli. I cappotti imbottiti sono attraversati da pelliccia sintetica trapuntata per formare il logo del brand. I top in jersey, le minigonne e i miniabiti a fascia sono stampati con lo screenshot di una diretta streaming. I cappotti trapuntati sono plasmati per rivelare l’imbottitura colorata al loro interno. Tra gli accessori, le Play bag sono stampate con primi piani di gatti neri e tigri ruggenti, mentre la nuova borsa Trash D ha i manici tenuti insieme da una pinza fermacapelli in metallo. Per le ragazze le classiche décolleté sono rivoluzionate da maxi D e tacchi metallici, per i ragazzi spazio a scarpe calzino e stivali dalla punta metallica.
Giudizio. «È la mia quinta sfilata, in tre anni non avrei mai pensato di andare così veloce. Diesel aveva già un grande successo prima che arrivassi ma sono riuscito a coinvolgere un pubblico più ampio», racconta a MFF Glenn Martens. Obiettivo centrato grazie a questo show democratico, che trasforma il concetto di denim grazie a una nuova coolness. (riproduzione riservata)