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Da domani l’Europa abolisce il «de minimis» per i piccoli pacchi e introduce una tassa doganale di 3 euro

Mercoledì 1° luglio l’Unione europea adotterà una nuova legge sui dazi. La Francia, dopo aver approvato la norma contro l’ultra fast fashion, sospende il supplemento attualmente in vigore, mentre i colossi cinesi sono già pronti a cambiare le loro strategie di business per evadere le nuove restrizioni

di Giada Speri
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Una foto dell'app di Temu (ph Imagoeconomica)
Una foto dell'app di Temu (ph Imagoeconomica)

L’Unione europea fa passi avanti. Dopo le ultime notizie del governo francese per quanto riguarda l’approvazione della legge contro il fast fashion, il comitato dell’Ue ha approvato l’introduzione della nuova tassa doganale sui piccoli pacchi per mercoledì 1° luglio, nel tentativo di frenare le importazioni a basso costo, principalmente cinesi. A seguito di questa decisione, la Francia ha eliminato il suo supplemento attualmente in vigore del valore di 2 euro per sostituirlo con la nuova tariffa. È possibile un ulteriore aumento dei dazi fino a 5 euro entro novembre. 

I consumatori che finora hanno acquistato pacchi fino al valore di 150 euro con articoli fast fashion, cosmetici e di giocattoli, senza dover pagare dazi doganali, da domani saranno soggetti a una nuova tassa di 3 euro. L’Unione europea ponendo fine alla clausola del «de minimis», ovvero uno sconto tariffario su un importo troppo scarso per avere rilevanza, auspica così un rallentamento delle importazioni dalla Cina, soprattutto da parte di gruppi dell’ultra fast fashion come Temu Shein.

Oltre ad arrecare un danno economico per i produttori e i commercianti europei, questi articoli possono essere dannosi per la salute. Il 60% dei prodotti acquistati online e importati da paesi extra-Ue non sono conformi alla legislazione in vigore, mettendo in potenziale rischio gli acquirenti. I settori che suscitano maggiore preoccupazione sono quelli della cosmesi e dei giocattoli con un 65% degli import trovati non corrispondenti agli standard dell’Europa. 

Alla luce di questa decisione, Shein sta già valutando una ristrutturazione del proprio business aprendo negozi pop-up in Europa e l’inaugurazione di un centro di distribuzione in Polonia che potrebbe consentire al marchio cinese di eludere la tassazione. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 30/06/2026 12:35
Ultimo aggiornamento: 30/06/2026 13:06
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