TrendL’eternità effimera di Études studio
Materiali tecnici, trasparenze e un grigiore che si accende d’arancio. La maison fondata da Aurélien Arbet e Jérémie Egry rilegge il workwear tra heritage industriale e poesia urbana, là dove la città che si trasforma diventa materia e il transitorio si fa immortale
Durante la prima giornata di settimana della moda parigina dedicata all’uomo, Études studio presenta la sua collezione No.29 nella Galerie Basse del Palais de Tokyo. «Short Term Eternity» prende il nome dalle Art Cards di Gordon Matta-Clark, l’artista-architetto che incideva edifici destinati alla demolizione.
È proprio quella tensione tra permanenza e dissolvenza a guidare il racconto, dove la città in trasformazione si fa superficie e materia. A incorniciare lo show, le tende serigrafate di David Douard. Il guardaroba, invece, si racconta tra sartoria e workwear, riletto in chiave post-industriale. Sovrabiti strutturati, giacche ammorbidite, zip e tasche tecniche ridefiniscono volumi e stratificazioni. Domina il grigiore, punteggiato da nuance inaspettate.
L’arancio si declina dal più aggressivo al più caldo e terroso, proprio come un colore su una facciata consumata. Tra i capi più riusciti? Un trench nero impreziosito da un foro. Impossibile non pensare a Goldie Hawn colpita da Meryl Streep ne La morte ti fa bella.
Giudizio. Un workwear ripensato, di nuovo desiderabile. In un momento in cui la moda rincorre il nuovo a ogni costo, la vera modernità sta forse nel ripensare ciò che già conosciamo. (riproduzione riservata)
- In quali altri contesti l'artista-architetto Gordon Matta-Clark ha influenzato il design o la moda?
- Crea un report programmato sugli sviluppi futuri della settimana della moda parigina dedicata all'uomo.
- Esistono altri esempi di brand che rileggono il workwear in chiave post-industriale, rendendolo desiderabile?