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L’eternità effimera di Études studio

Materiali tecnici, trasparenze e un grigiore che si accende d’arancio. La maison fondata da Aurélien Arbet e Jérémie Egry rilegge il workwear tra heritage industriale e poesia urbana, là dove la città che si trasforma diventa materia e il transitorio si fa immortale

di Donato D’Aprile (Parigi)
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Un look spring-summer 2027 Études Studio (ph Francesc Tec/MFF)
Un look spring-summer 2027 Études Studio (ph Francesc Tec/MFF)

Durante la prima giornata di settimana della moda parigina dedicata all’uomo, Études studio presenta la sua collezione No.29 nella Galerie Basse del Palais de Tokyo. «Short Term Eternity» prende il nome dalle Art Cards di Gordon Matta-Clark, l’artista-architetto che incideva edifici destinati alla demolizione.

È proprio quella tensione tra permanenza e dissolvenza a guidare il racconto, dove la città in trasformazione si fa superficie e materia. A incorniciare lo show, le tende serigrafate di David Douard. Il guardaroba, invece, si racconta tra sartoria e workwear, riletto in chiave post-industriale. Sovrabiti strutturati, giacche ammorbidite, zip e tasche tecniche ridefiniscono volumi e stratificazioni. Domina il grigiore, punteggiato da nuance inaspettate.

L’arancio si declina dal più aggressivo al più caldo e terroso, proprio come un colore su una facciata consumata. Tra i capi più riusciti? Un trench nero impreziosito da un foro. Impossibile non pensare a Goldie Hawn colpita da Meryl Streep ne La morte ti fa bella

Giudizio. Un workwear ripensato, di nuovo desiderabile. In un momento in cui la moda rincorre il nuovo a ogni costo, la vera modernità sta forse nel ripensare ciò che già conosciamo. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 24/06/2026 19:00
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