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Chloé state of mind

«Ho pensato che guardare avanti fosse importante tanto quanto rendere omaggio al passato», spiega Chemena Kamali, che dal 2023 è alla guida della creatività della maison di Richemont. Sfilano voluminosi capospalla 70s, fluttuanti abiti di chiffon e codini furry impiegati come charms

di Chiara Bottoni (Parigi)
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Il finale dello show fall-winter 2025/26 di Chloé (ph Francesc Ten/MFF)
Il finale dello show fall-winter 2025/26 di Chloé (ph Francesc Ten/MFF)

«Quando ho iniziato a lavorare su questa collezione, ho pensato che guardare avanti è importante tanto quanto rendere omaggio al passato». Chemena Kamali inizia così la sua lettera di racconto di quella che ha voluto chiamare la Evolution collection di Chloé. A un anno dal suo debutto creativo alla guida della maison di Richemont, la designer sceglie di evolvere lo state of mind del suo womenswear con una rielaborazione del guardaroba delineato durante le ultime due stagioni e che ha messo l’accento sui principali capisaldi del marchio.

L’idea è di trasformare pezzi che si sono tramandati di generazione in generazione traducendoli nell’oggi per le Chloé girls, la fanbase del marchio accresciutasi rapidamente dopo l’arrivo della stilista tedesca. «Il legame tra la maison, la donna e me stessa è diventato molto personale», prosegue Kamali. «Sono stata ispirata dalla contraddizione tra lussureggiante e opulento messo a confronto con l’istintiva leggerezza della donna Chloé».

L’opulenza per la prossima fall-winter si concretizza in un uso abbondante di materiali alternativi alla pelliccia che danno vita a sontuose bordature di coat dal touch 70s o da codini furry usati come decoro, sostenuti da catenelle dorate appese alle sciarpe o utilizzati come charms per le borse, a partire da una rilettura della Paddington con il suo iconico maxi lucchetto dorato. La sensualità e la leggerezza del womenswear del marchio si rincorrono invece nei gown flou di chiffon, una signature forte della casa di moda, nelle sottovesti di seta profilate da pizzi e nelle camicie con jabot infilate in un paio di classici jeans. Ai piedi ballerine o platform per continuare sulla scia delle calzature di successo presentate le scorse stagioni.

Giudizio. «Come donna ho cercato di catturare lo spirito della maison in maniera sincera», sottolinea Chemena Kamali. I codici di Chloé ci sono tutti e rendono la collezione immediatamente identificabile. Forse meno spontanea rispetto alle precedenti prove di successo d’immagine e commerciale ma, del resto, bisogna sempre osare per rinnovarsi. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 06/03/2025 19:30
Ultimo aggiornamento: 06/03/2025 19:30
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