TrendTra i drappeggi avvolgenti di Issey Miyake
Il brand jap esplora le origini del vestire il corpo con a piece of cloth. Tra drappeggi, strutture tubolari, stratificazioni, pieghe, plissé e torsioni
Da testa a piedi, una maglia. Come un fiore, con il capo coperto da un tubo knitted come campanellino che si allunga attorno al collo, che diventa quelle maniche che sono come piccole onde oltre le mani. Un’altra struttura a costine gira intorno al busto, morbidi cilindri come fuseaux sotto. È il primo look. L’ultimo, plissettati ampi e ariosi che si riversano sulla figura come drappi caduti dall’alto. Sul finale, tutto ciò che avvolge (la silhouette) si ri-avvolge. E i primi modelli tornano in coda agli ultimi.
Al Palais de la porte dorée, Satoshi Kondo e il design team di Issey Miyake immaginano «What has always been». Per esplorare le origini del vestire il corpo umano con a piece of cloth, indagando un atto che precede la creazione intenzionale di abiti. «Senza vincoli di tempo e di spazio, attraverso la storia e le culture, esiste un senso di bellezza e di forza. E di gioia e di speranza», spiegano dal brand. «Lì esploriamo, sentiamo e afferriamo ciò che è sempre stato, niente di più e niente di meno».
Questo vestito va così oltre l’indumento, non appartiene a nessuna epoca e nessun luogo ma li ricorda tutti, nomadi erranti compresi. Tra quei drappeggi, le stratificazioni, le pieghe e le torsioni, tutte le asimmetrie per pezzi dalle forme organiche e poco manipolate.
Giudizio. Un inno flessuoso e flessibile alla fluidità, ma che ha forma e a volte è scultura. È la bellezza del fare di Issey Miyake, che dal Giappone conquista Parigi, dove ha appena aperto il nuovo flagship store.(riproduzione riservata)