TrendL’arte del vagabondare secondo Meryll Rogge alla Paris fashion week
La stilista porta in scena una collezione che sembra quasi un cammino interiore. Tra blu elettrici, colori bruciati e tessuti che sembrano respirare, la designer belga riscrive il concetto di libertà
Un’atmosfera sospesa, quasi intima. Meryll Rogge, nel cortile acciottolato dell’Hôtel de Soubise, presenta una primavera-estate 2026 che non racconta la fuga, ma il ritorno. A se stessi, al corpo, all’essenza di chi si muove senza una direzione apparente. Ispirata alle parole di Rebecca Solnit e al fascino dell’errore, la collezione costruisce una grammatica del movimento fatta di ossimori e dolcezza. Le linee sono fluide, gli abiti sembrano pensati per essere vissuti, per attraversare stati d’animo. Le nuance, rosso ruggine, blu Klein, lilla, giallo acido, creano un paesaggio emotivo dove la materia si fa protagonista tra lane bouclé, cotoni tecnici, vinili lucidi e sete leggere.
È un equilibrio di forze, una tensione tra controllo e libertà, tra il rigore sartoriale e la spontaneità di un semplice gesto. E ancora, borse come sacche da viaggio, mazzi di fiori, collane scultoree che ricordano amuleti ritrovati lungo il cammino. E poi le scarpe, reali, consumate, vissute. Come se non bastasse, la co-lab con i designer di Anversa amplifica questa visione, introducendo un concetto di wild luxury che abbandona l’idea di perfezione per abbracciare l’imperfezione poetica del vissuto. In questo dialogo tra passato e presente, ogni look è quasi una confessione, un frammento di viaggio che si intreccia alla pelle di chi lo indossa. (riproduzione riservata)