TrendL’aristocrazia italiana di Fendi
Per la prima collezione che arriverà nei negozi durante il centenario del 2025, Silvia Venturini Fendi crea uno stemma araldico in omaggio alla sua famiglia, che contribuì a far diventare grande il Made in Italy. In una collezione che celebra il primo menswear del 1992 tra citazioni college, baseball cap, righe, cravatte regimental e fantasie madras

Monoliti riflettenti in movimento per permettere all’uomo di specchiarsi. Sono gli unici elementi che riempiono il grande spazio del Super studio maxi, dove Fendi trasloca con la sfilata maschile, abbandonando temporaneamente la sede di via Solari in fase di espansione. Sarà sempre qui che anche la donna sfilerà a settembre, aprendo il calendario della Milano fashion week.
«Una scelta speciale, in vista del nostro centesimo anniversario che sarà celebrato nel 2025», spiega a MFF Silvia Venturini Fendi, direttore artistico accessori e collezione uomo. Un anno importante, costellato da numerosi eventi tra Roma, a luglio, e il mondo e che già questa collezione in qualche modo festeggia. «Sarà la prima ad arrivare nei negozi nel 2025», aggiunge Venturini Fendi, «per questo mi piaceva l’idea di ispirarmi molto alle nostre radici con una profonda immersione negli archivi. E di celebrare l’aristocrazia della moda di cui la famiglia Fendi fa parte, avendo contribuito alla creazione del Made in Italy».

Ecco allora l’idea di disegnare uno stemma araldico che comprende elementi iconici: uno scoiattolo, ispirato a un quadro che il nonno di Silvia Fendi regalò alla moglie Adele, il giano bifronte, le FF e il pequin. Stemma che diventa stampa sulle camicie oppure viene applicato sui cappelli da baseball o sui blazer di ragazzi che sembrano usciti da un college inglese tra fantasie madras, cravatte regimental, righe, maglieria Ivy league e bomber che conferiscono un accento sportivo all’insieme.
L’omaggio è alle prime silhouette maschili della maison di Lvmh, risalenti al 1992, ampie e morbide, impreziosite da dettagli sottili. Come il punto selleria rimpicciolito e reinterpretato come un abito gessato e ricamato come un logo FF sul lino o applicato come superficie sul denim giapponese boro. I madras sono invece ispirati alle giacche scozzesi indossati dalla nazionale italiana di calcio alla fine degli anni 80, in partenza con bagagli Fendi. Iconici ieri come oggi.
Giudizio. L’atmosfera da Fendi è già di fibrillazione in vista dei grandi festeggiamenti previsti per il centenario nel 2025. La maison, che ha da poco accolto Pierre-Emmanuel Angeloglou come nuovo amministratore delegato, ha numerosi progetti ancora top secret da raccontare step by step. Intanto, a parlare sono le collezioni, a partire da questo menswear che piacerà ai giovani clienti cool del marchio, che sapranno scoprire e apprezzare i valori di una storica maison. (riproduzione riservata)