TrendL’alta moda di Richard Quinn
Tendaggi tempestati di rose e fiori in ogni angolo. Chandelier di cristallo. Un pianoforte a coda, un quartetto d’archi e un coro di cantanti. È l’atmosfera di un salone di altri tempi. Così Richard Quinn ha mandato in scena la sua collezione, fatta di materiali pregiati e lavorazioni intricatissime, che si avvicina molto di più all’alta moda che al ready to wear. Abiti da tenere con cura, conservare e tramandare. In pedana, velluti neri, satin, taffetà, organza, tulle. Dress a sirena con guanti lunghi. Maxi fiocchi. Velette da vedova del secolo scorso. Applicazioni di rose di tessuto che avvolgono come un manto la silhouette. Paillettes. Balze di chiffon. Tute impalpabili, che traspaiono sotto mantelli con lo strascico. Piume.
Uno sguardo agli anni 50 nelle silhouette con vita stretta e gonne a ruota. Ma anche citazioni Sixties ed Eighties, con un fil rouge botanico: fiori stampati, applicati e ricamati. E un gran finale bridal. Una sequenza di spose velate e non, in lungo e in corto, con abiti tempestati di pizzi o decorati di perline. «Sono abiti che vanno amati per sempre», spiega nel backstage lo stilista, che non ha nascosto di virare sempre più verso lavorazioni couture, in linea con l’evoluzione del brand. «Abbiamo molte madri e figlie fra le nostri clienti, dunque l’idea di creare un guardaroba che superi la barriera del tempo nasce anche da questo», racconta a MFF.
Giudizio. Parola d’ordine: opulenza. Più che capi, gioielli, la nemesi del fast fashion. Il talento sartoriale del designer londinese che agli inizi della carriera si è fatto le ossa nei laboratori di Christian Dior e Savile row, lo consacra come uno dei pochi giovani couturier della capitale britannica. (riproduzione riservata)