TrendL’alba degli eccessi di Nina Ricci
Harris Reed porta in passerella un mashup di estetiche, tra sensualità e dettagli sartoriali che riscrivono un lusso contemporaneo
Nina Ricci abbraccia l’eccesso con una collezione che riscrive il glam in chiave teatrale, tra sovrapposizioni scenografiche e un’allure dal fascino cinematografico. Harris Reed attinge a riferimenti diversi ma perfettamente orchestrati. Il furry coat si impone come statement piece, accompagnato da una palette cromatica coraggiosa, dal viola al verde, passando per il giallo ocra. Il fiocco si fa fil rouge, chiudendo giacche e decorando le camicie in chiffon di seta, un dettaglio che evoca una femminilità rétro. Poi i pattern, dal zebrato ai pois, fino al tuxedo total black impeccabile.
Gli accessori non fanno altro che consolidare l’opulenza del racconto, aggiungendo un touch di credibilità stilistica a ogni singolo look. Poi, colpo di scena, la collezione vira verso un’atmosfera anni Venti reinventata, un charleston riletto in chiave contemporanea che culmina in una sexiness audace, tra abiti velati, trasparenze e trench in total leather. Le linee, ma l’attitude in generale, sembrerebbe rimandare a un’estetica quasi tomfordiana.
Giudizio. Nina Ricci non teme il massimalismo, sa come governarlo. Harris Reed costruisce un immaginario sontuoso e nuovo, senza mai perdere di vista il Dna della maison. (riproduzione riservata)