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Kim Jones: «La collezione si basa sui contrasti. Come la vita di Rudolf Nureyev, fra teatrale e reale»

Tra i best show dell’uomo della fall-winter 2024/25 su MFF-Magazine For Fashion 118 c’è anche quello di Dior. Per cui il direttore creativo ha pensato a un clash tra lo stile del celebre danzatore e l’archivio della maison

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Il finale della sfilata Dior fall-winter 2024/25 (courtesy Dior)
Il finale della sfilata Dior fall-winter 2024/25 (courtesy Dior)

«Ho pensato alla relazione tra Margot Fonteyn e monsieur Dior. E la sua interpretazione maschile implica riflettere sul suo più famoso compagno di ballo, Rudolf Nureyev». Kim Jones, mente creativa dell’uomo di Dior, porta la maison di Bernard Arnault a compiere un passo di danza alla Paris fashion week citando l’immagine del grande ballerino e coreografo russo, icona in palcoscenico e nella vita privata. Una clash estetico che viene ripreso anche nella collezione dove si sposano due anime. Perché per la prima volta Kim Jones presenta la men’s couture che irrompe sul finale dello show aperto dal ready to wear. Lo split aiuta a creare due mondi che pur parlandosi hanno un tone of voice estetico che piacerà ai diversi Dior lovers e l’alta moda da uomo potrebbe rappresentare un nuovo luogo di ricerca per il brand del gruppo Lvmh.

Il rigore dell’inizio condito di fasce per capelli da sala di prove, scarpe che assomigliano a ballerine, mono orecchini, colori neutri, completi e sahariane si accendono del fuoco sacro dell’arte. Kimono da palcoscenico, frange di cristalli, applicazioni gioiello intorno al collo che spuntano sotto una giacca. «Nureyev è legato molto alla mia storia personale», ha continuato Jones, «mio zio, il fotografo Colin Jones era stato un ballerino, loro erano amici e lui lo aveva anche fotografato. La collezione, o meglio le collezioni, sono basate sui contrasti. Quella nella maison Dior è tra prêt-à-porter e haute couture. La differenza che passa tra onstage e backstage. Come la vita di Nureyev, teatrale e reale. Qui risiede l’incontro tra lo stile di un danzatore e l’archivio Dior». Una collisione che si svela nel quadro finale, con pedane circolari rotanti che si sollevano per un coup de théâtre. Tutto in un movimento musicale preso da Romeo e Giulietta di Sergej Prokofiev, in quel Dance of the nights che era stato interpretato a Londra nel 1965 proprio dallo stesso Nureyev e da Fonteyn. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 28/02/2024 18:00
Ultimo aggiornamento: 28/02/2024 18:44
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