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JW Anderson tra nuove geometrie alla London fashion week

Lo stilista compone silhouette short, con tutù di pelle e abiti intrecciati, raso di seta e paillette. E per il finale dello show, che si svolge in una galleria d’arte lungo il Tamigi, sfila un mini abito con una citazione stampata del critico inglese Clive Bell. «Parla di estetica. Mi piaceva l’idea di lavorare sulla pagina bianca», spiega in backstage

di Tommaso Palazzi (Londra)
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Un look JW Anderson s-s 2025 (ph Francesc Ten)
Un look JW Anderson s-s 2025 (ph Francesc Ten)

«La silhouette è sharp. Ci sono dei tutù di pelle ma anche dei nastri che si intrecciano e avvolgono il corpo», spiega lo stilista in golf grigiazzurro. «Girlie? Forse. Mi piacciono le ragazze indipendenti e sicure di sé». Jonathan Anderson è riflessivo come sempre, con un tocco di humour alla fine dello show, quando incontra una folla di giornalisti per raccontare la sua visione di una moda sempre molto pensata.

Lo show di JW Anderson si svolge in una galleria d’arte tra colonne doriche in ghisa e mattoni a vista, con cubi bianchi di pelle come seat. L’arrivo è dal lungo Tamigi, con vista sul Tower bridge e sullo Shard di Renzo Piano. La prime uscite sono semplici abitini corti satinati. Ma la costruzione monta nel corso dello show. Ecco gonne remborsé che enfatizzano i volumi. Gli abiti intrecciati sono forse la zampata più strong di un nuovo show costruito e bilanciato.

«Stabilire confini precisi come atto liberatorio: una ricerca di design radicata nella materialità di ciò per cui gli abiti sono fatti, in una concentrata libreria di materiali», spiega. Un solo tessuto, il raso di seta; un solo filato per la maglieria, il cashmere; un solo tipo di pelle, il vitello; un solo tipo di ricamo, le paillettes; il pizzo come unica decorazione. Da questa agenda ristretta scaturisce un’esplorazione della bellezza moderna. Il finale è per un mini abito con un testo stampato. «È tratto dal critico Clive Bell. Parla di arte ed estetica. Ma più che altro mi piaceva l’idea di lavorare sulla pagina bianca».

Giudizio. Disegnare riducendo le scelte. La costrizione creativa come fonte di ricerca. Tra geometrie e intrecci, una nuova prova di Anderson, tra i creativi più interessanti di oggi. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 15/09/2024 13:22
Ultimo aggiornamento: 16/09/2024 20:04
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