TrendJW Anderson e la psicologia della moda alla London fashion week
«La cosa più bella dello stile è poter predire il futuro», spiega Jonathan Anderson. Che con lo styling di parrucche grigie portate come cappelli, crea mix di knitwear e layering, abiti trofeo e coat squadrati hypersize. «Volevo una riflessione introspettiva. Un tocco grottesco nelle proporzioni e l’evocazione dell’Inghilterra degli anni 70 proiettata sul domani»
Il Seymour Leusure centre è animato dal suono di palleggi di basket. La grande sala vetrata si riempie di buon mattino. Nel front row, l’italiana Emma in top di piume oversize e la modella Halima Aden, con tuta teddy pure oversize. Lo show inizia su un assolo di chitarra. Il primo look sembra costruito da gomitoli grezzi. Seguono modelle in lingerie e parrucche grigie. «Volevo una riflessione un po’ psicologica. Un tocco grottesco nelle proporzioni e l’evocazione dell’Inghilterra degli anni 70», spiega al termine della sfilata Jonathan Anderson circondato di giornalisti. Le parrucche grigie in effetti con riccioli fatti da bigodini sono uno statement.
I look come sempre sono studiatissimi. Layering, underwear, maglieria concettuale, giochi di proporzioni. Cappotti giganteschi e squadrati, abiti fatti con ghirlande di fiori e fasce di stoffa remborsé. «Questo per me è l’ultimo capitolo di quest’anno, legato al défilé di Milano ma qui pensato con un taglio da nosy neighbour, vicino impiccione che spia cosa succede nella casa prossima alla sua». (riproduzione riservata)