TrendJunya Watanabe svela racer venuti dal futuro
«L’abbigliamento anormale è necessario nella vita quotidiana», dice lo stilista. Che trasforma materiali da moto con un tocco sci-fi
L’interpretazione di Sam Smith di I feel love di Donna Summer riempie l’aria. Così Junya Watanabe, stilista giapponese dell’universo Comme des garçons, introduce la sua ultima prova womenswear. Portando in passerella un’argentata atmosfera sci-fi e calotte laccate che ricordano la macchina umanoide dotata di Ai, Ava della pellicola Ex machina. E che ben si sposano con la magia sintetica del tappeto sonoro che ripensa un pezzo di storia della disco music, traccia del 1977 interamente registrata con un Moog modular, composta dal pioniere dell’edm Giorgio Moroder.
Perché a sfilare è un elaborato collage riflettente che alla maniera del creativo nipponico distrugge e riassembla materiali tecnici e da costruzione, imbracature e attrezzature da racer. Persino pezzi logati Degner, marchio di Kyoto per motociclisti. Tute, borse e guanti da corsa si disintegrano, combinano con indumenti ad alta visibilità da cantiere stradale, ricomponendosi in armature couture per affrontare in sicurezza un domani ultraterreno ad alta velocità. «Ritengo che l’abbigliamento anormale sia necessario nella nostra vita quotidiana», spiega Junya Watanabe, riportando al presente. «Questa collezione è realizzata attraverso l’upcycling di materiali moderni comuni e con tecniche scultoree».
Risultato? Look forti dall’inaspettata femminilità e con un’elegante presenza scenica, dove l’argento liquido avanza anche in tank top su cui si avvinghiano maxi gonne come patchwork di lamine industriali, isolanti e hi-tech. Su stivaletti da biker-cowboy, dal futuro non mancano vestiti da sera come intrecci di strisce ellittiche. Altrove, soprabiti di toppe catarifrangenti e olografiche cedono il passo a inserti fonoassorbenti o antiscivolo. E Irina Shayk compare con un evening gown di innesti di crudi parastinchi, motivi da pneumatici, cinghie e conchiglie paraschiena.
Giudizio. Una fantascientifica opera couture di ingegneria civile e meccanica. Junya Watanabe si conferma il maestro dei mash-up vestimentari più cerebrali e ben riusciti. (riproduzione riservata)