TrendJacquemus alla corte di Versailles
Maxi evento all’Orangerie del celebre château per il designer da poco legato al gruppo L’Oréal. Che sfila con volumi couture e leggeri, tra cotoni candidi e layering, tra nappine sul fondo delle gonne e borse in cassette di frutta deluxe come eleganza provenzale
«Sfilare a Versailles era uno dei miei sogni da bambino. Vengo da una famiglia semplice, non è stato facile rimanere indipendenti per tutti questi anni». Così Simon Porte Jacquemus racconta la sua nuova avventura tra couture e ispirazione family come compare sul moodboard del suo show che ha chiuso ufficialmente la fashion week parigina. E nell’Orangerie di Versailles si sfila in un lunghissimo spazio con volte e grandissime finestre, davanti a un parterre in cui spiccano Laetitia Casta, Emma Roberts o Jillian Anderson. Ma anche gli italianissimi Ghali e Tony Effe. «Un sogno da realizzare? Sono un dreamer», ha continuato il designer che da poco si è legato al gruppo L’Oréal con cui da qualche mese sta studiando un progetto beauty.
E nel frattempo la bellezza è impersonata da donne in passerella come Deva Cassel o Natalia Vodianova che interpretano la freschezza di cotoni candidi come un corredo della nonna, forgiato su una figura femminile o su una maschile. La silhouette prendono volume con layering sapienti e tagli a sbieco. Una gonna è come un grembiule, spuntano nuvole di tutte, le righe sono tagli grafici un po’ baiaderi un po’ tapestry. Le scollature ricordano quei corpetti che disegnano il seno come una femme di corte. Ed ecco applicazioni di nappine sul fondo di una gonna o architettoniche sovrapposizioni da peso piuma. Con duchi della Provenza che portano le borse in cassette di frutta deluxe.
Giudizio. Il ragazzo di campagna, le paysan come recita il nome stesso dello show, da country boy diventa un dream boy. In questa location costruita da Luigi XIV dove aveva sfilato in precedenza Dior by John Galliano con l’alta moda nel 2007, Jacquemus sembra essere a suo agio senza perdere però la sua bussola creativa. Lo chateau imponente poteva dare alla testa con mille fronzoli e decor. La collezione continua invece a riflettere quella sensazione di semplicità, di leggerezza che è da sempre simbolo dello stilista. (riproduzione riservata)