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Moncler, maxi evento a Courchevel con Grenoble

«Grenoble è la collezione che più incarna il Dna del marchio», spiega Remo Ruffini, numero uno del gruppo a margine dello show fall-winter 2025/26, in scena all’altiporto tra le Alpi. Davanti a star come Adrien Brody, Anne Hathaway e Vincent Cassell sfilano sotto una nevicata 140 look uomo e donna, sintesi di tecnologia e sartorialità

di Chiara Bottoni (Courchevel)
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Il finale dello show moncler grenoble fall-winter 2025/26 a Courchevel (courtesy Moncler)
Il finale dello show moncler grenoble fall-winter 2025/26 a Courchevel (courtesy Moncler)

«Moncler Grenoble sta avendo una credibilità quasi unica sul mercato, siamo al vertice nel segmento dello sci di lusso». Remo Ruffini non nasconde l’entusiasmo a poche ore dello show experience organizzato a oltre 2.000 metri d’altezza sulla pista dell’altiporto di Courchevel, blasonatissima località sciistica del comprensorio di Les trois vallées in Francia. Una fitta nevicata ha fatto da cornice alla sfilata di 140 look uomo e donna per la fall-winter 2025/26 in un mix di stile e performance davanti a un pubblico di celebrities tra cui, solo per citarne alcuni, Adrien Brody, fresco di premio Oscar, Anne Hathaway, Jessica Chastain e Vincent Cassel. Star invitate, insieme agli amici del marchio, a vivere un’esperienza a 360° durante tutto il week end. «Questa non è stata una semplice sfilata, abbiamo creato un’experience, che ha coinvolto anche i nostri clienti, pensata come amplificatore per il marchio di fronte a una grande famiglia composta di 350 persone», ha proseguito Remo Ruffini, insistendo sul concetto di community come elemento chiave della strategia di comunicazione.

Accompagnati da un’orchestra sinfonica dal vivo e sulle note di Bitter sweet symphony modelli come Malgosia Bela, Eva Herzigova, Adriana Lima, Natasha Poly, Doutzen Kroes e Jon Kortajarena hanno indossato creazioni che sintetizzano la quintessenza dell’outerwear da sci nel segno del matrimonio tra tecnologia e sartorialità, grazie alla lavorazione di materiali tradizionalmente impiegati per l’abbigliamento con processi quali la trilaminatura, perché possano essere performanti. Denim e canvas, ispirati al workwear, lana pied-de-poule presa in prestito dall’abbigliamento formale e lana bouclé dalla texture sofisticata sono lavorati con trattamenti innovativi e membrane tecniche. «Grazie a una supply chain ben strutturata siamo riusciti a creare un prodotto unico e molto complesso da realizzare in Europa. Usiamo tantissimi materiali che vengono dall’abbigliamento, che subiscono un trattamento di trilaminatura, che li rende utilizzabili per lo sci», ha sottolineato Remo Ruffini, senza nascondere la sua grandissima passione per questo sport. «Negli ultimi anni, ad esempio, la nostra flanella di cashmere è diventata uno degli articoli più popolari».

Un look Moncler Grenoble fall-winter 2025/26 (courtesy Moncler)
Un look Moncler Grenoble fall-winter 2025/26 (courtesy Moncler)

Così, intarsi intricati spiccano su tute da sci e giacche, la maglieria calda e confortevole abbraccia l’intero guardaroba, dai capospalla agli strati intermedi, incluse gonne dalla texture avvolgente. I completi, che ricordano il tweed e le sue texture, sono il risultato di ricami in lana finemente lavorati su patchwork di nylon laqué. Shearling naturale e sintetico decora i cappotti avvolgenti, sposando uno dei grandi trend del prossimo inverno. Non manca dalla scena poi l’attrezzatura tecnica, come la tavola da snowboard Moncler Grenoble x Whitespace, progettata dalla leggenda dello snowboard e global ambassador del brand Shaun White, che va ad arricchire l’offerta di attrezzature ad alte prestazioni della collezione. Dopo aver sfilato davanti agli ospiti, i modelli si schierano in una squadra sul fondo della scena, illuminati da una luce blu, fermi sulle note di The sound of silence. Un omaggio alla bellezza incontaminata delle Alpi.

Giudizio. Remo Ruffini chiama per lo show della sua Moncler Grenoble grandi nomi della produzione di sfilate, top model e un parterre d’eccezione. Del resto, il numero uno del gruppo Moncler, ha sempre cercato l’eccellenza e lo dimostra anche questo evento, capace di mescolare la spettacolarità dello show a capi che gli amanti degli sport invernale haute de gamme sapranno apprezzare. 

Remo Ruffini: «Nei piani negozi Moncler Grenoble ad Aspen e Courchevel. Sogno Niseko in Giappone»

Remo Ruffini (ph Platon MR, courtesy Moncler)
Remo Ruffini (ph Platon MR, courtesy Moncler)

Come sta andando il progetto Moncler Grenoble?

Abbiamo adeguato la nostra strategia un paio d’anni fa, lavorando sulle tre dimensioni del marchio, una delle quali è Grenoble (le altre sono Genius e la Collection, ndr.). Grenoble è sicuramente tra le più piccole, ma quella a cui tengo di più perché rappresenta veramente il Dna di Moncler e sta conquistando una credibilità quasi unica sul mercato. Stiamo crescendo high single digit, l’obiettivo è di posizionarci ai vertici e crediamo di esserci abbastanza vicini. Dobbiamo essere più bravi nella distribuzione, avere delle location dedicate, visti i riscontri legati all’apertura di St. Moritz lo scorso anno.

Sono in vista altri monomarca?

Sicuramente Courchevel e Aspen sono degli obiettivi perché, assieme a St. Moritz, sono le tre location più interessanti nello sci. Un sogno nel cassetto è il Giappone, per esempio Niseko, una location dove credo ancora non c’è un tipo di prodotto di lusso. In America, poi, esistono tantissimi piccoli comprensori di altissimo livello. Park City, per dirne uno, ma ce ne sono altri sei o sette dove c’è un piccolo numero di sciatori, perché sono tutti club privati.

State scommettendo anche sull’estivo, in linea con la crescita dell’universo outdoor?
Questa è la terza stagione di una collezione estiva outdoor, che noi chiamiamo più hiking and biking. Siamo stati fortunati perché, quando abbiamo cominciato, abbiamo cavalcato due tendenze in fieri, ovvero un cambiamento dello stile di vita, da un lato, e una propensione verso la pulizia del prodotto. Anche qui i numeri non sono grandi, però credo sia una grande chance per il futuro.

Farete qualcosa in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina?

Per la prima volta, ho partecipato al mondo della competizione con Lucas Braten che è un atleta con un’energia molto molto particolare, lo supportiamo senza una vera sponsorizzazione. Detto questo, abbiamo sempre reputato che lo sport attivo non faccia parte del nostro modo di ragionare.

Cosa pensa dei giri di poltrone attuali nella moda?

Mi sento molto fortunato, nel senso che ho deciso tanti anni fa che la nostra strategia non doveva essere quella di un direttore creativo a favore di un fortissimo team interno che fosse capace di interpretare le varie dimensioni del marchio. Con Genius lavoriamo con degli stilisti che cambiamo spesso nell’ottica di abbracciare varie micro communities. In generale, questi giri di poltrone riflettono comunque un momento molto delicato per la moda. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 17/03/2025 19:20
Ultimo aggiornamento: 17/03/2025 19:20
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