TrendIl viaggio verso la libertà di Moschino
Adrian Appiolaza, alla sua prima prova sul menswear del marchio di Aeffe, immagina un viaggio dalla giungla urbana a un paradiso ideale. Tra ironici suit, trench aggrovigliati, stampe cartolina e parei adattati alla vita in città

Lost and found. Come in un aeroporto ideale valigie orfane ammucchiate sono in attesa di essere ritirate da viaggiatori desiderosi di approdare alla loro meta. Personaggi in cerca di un paradiso perduto, o di un paradiso interiore, sono i protagonisti della prima sfilata uomo firmata da Adrian Appiolaza per Moschino.
Uno show co-ed, in realtà, che accoglie numerosi look della pre-collezione donna per rispecchiare, «quella idea di no gender che, da vero antesignano, Franco Moschino portò avanti sin da subito». Un percorso che diventa una fuga dalla giungla urbana verso un ideale di libertà. In pedana, questa ascensione immaginaria prende forma attraverso l’evoluzione del suit, destrutturato, decostruito e decorato in maniera inaspettata con applicazioni di uova fritte e alimenti della prima colazione promossi a nuova vita. O di tutta la cartoleria che popola la scrivania di un ufficio.

«Ho lavorato due anni nelle assicurazioni in Argentina», rivela Appiolaza, «ed ero costretto a indossare l’abito formale. Lo detestavo. Però Franco Moschino seppe rivisitarlo in maniera molto personale, rendendolo moderno e indossabile». Suit quindi ma anche una rilettura della survival jacket del 1992 per sopravvivere alla giugla urbana, con mille tasche per contenere passaporti, carte di credito e oggetti di uso quotidiano, accanto a trench coat aggrovigliati e pigiami ricoperti da mille bottoni. In testa modellini di aereo.
E poi silhouette morbide di pantaloni e casacche che si animano come cartoline con stampe di città italiane, di immagini dell’Argentina, di margherite, di palloni da calcio, di macchie di sugo e della bandiera italiana. Il viaggio passa anche attraverso un safari in Africa tra fiere selvagge per coraggiosi esploratori e orti dove contadini bizzarri vestono le effigie delle loro oche. Il lungo percorso approda infine al luogo della libertà personale, dove a vestire le generazioni future è un pareo, plasmato per assumere mille forme.
Giudizio. Appiolaza ha avuto sicuramente più tempo per pensare a questa collezione rispetto all’esordio di febbraio. Così, prendendo ispirazione dagli archivi con misura, il designer crea il giusto mix tra azzardo e portabilità. Con ampio spazio dedicato alla donna. (riproduzione riservata)