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Il viaggio in Africa di Setchu

«Ho ritrovato in questa terra la stessa purezza d’intenti e l’atemporalità dei gesti del Giappone», spiega Satoshi Kuwata, al debutto nel calendario sfilate della Milano fashion week. Tra giacche safari, citazioni sportswear e capi funzionali che si trasformano, sviluppati in collaborazione con i Métiers d’art di Lvmh e gli artigiani locali

di Giada Cardo
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L’eterno dialogo di Setchu tra Oriente e Occidente questa stagione si dirige verso Sud. Dopo aver debuttato lo scorso gennaio a Pitti uomo con la sua prima sfilata, il brand di Satoshi Kuwata, designer giapponese basato a Milano, fa il suo ingresso nel calendario sfilate meneghino, dando il calcio d’inizio alla fashion week dedicata alle collezioni maschili primavera-estate 2026. Sul catwalk, il brand guarda all’Africa, forte dell’ispirazione che viene da un viaggio del founder alle cascate Vittoria in Zimbabwe e della collaborazione con i Métiers d’art di Lvmh, che sostengono l’artigianato locale attraverso iniziative come la Jafuta foundation e Batoka creatives. «Sono rimasto affascinato dalla cultura e dai paesaggi locali», spiega Kuwata, che ha potuto creare oggetti in palma intrecciati, immergersi nella natura e andare a pesca del pesce tigre, considerato un trofeo dalle tribù locali.

La pesca, una passione personale dello stilista che affiora spesso nelle collezioni di Setchu, e più in generale l’ambiente delle cascate, nebulizzato e ricco di fenomeni refrattivi, hanno stimolato il processo creativo, che risente anche di un modo particolare di trattare i capi d’abbigliamento, senza curarsi cioè di forme e dimensioni per affidarsi al gesto primordiale di modellare e avvolgere i tessuti intorno al corpo. «In Africa ho ritrovato la stessa purezza d’intenti e l’atemporalità dei gesti del Giappone», prosegue il designer. Così, se è ancora una volta l’incontro tra Est e Ovest ad animare la visione estetica del marchio, è pur vero che la collezione spring-summer 2026 vibra di nuova energia, abbracciando una vitalità potente e primordiale.

Una proposta Setchu spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Una proposta Setchu spring-summer 2026 (ph Francesc Ten/MFF)

Le zip e i bottoni possono essere aperti su camicie e T-shirt, consentendo una libera fruizione, mentre una borsa porta-abiti si trasforma in un vestito improvvisato. I pantaloni in denim e i cargo sono talmente over che possono essere indossati come gonne. Le giacche safari nascondono invece delle maniglie nel colletto, in modo da poterle trasportare a mo’ di maxi borse.

Elementi tratti dallo sportswear, come pantaloncini da boxe, reggiseni da palestra e slip e dall’ambito delle uniformi, quindi maglioni militari, tute e giacche da campo, sono introdotti nel mix assieme a pantaloni hakama e blazer rimpiccioliti con revers a punta, mentre la nebbiolina delle cascate suggerisce un’esplorazione estesa del concetto di trasparenza, sia in abiti liquidi che nella sartoria. Le divisioni di genere, come sempre, ne escono assottigliate, riflettendo un interesse generale nel conciliare le differenze. Un tartan arcobaleno, come highlight della stagione, cattura l’attenzione in mezzo a tessuti leggeri che sperimentano con il vedo-non-vedo.

Giudizio. La palette elementare, dai blu del cielo ai neutri della terra, fino alle tonalità vivaci dell’arcobaleno chiude il cerchio di un guardaroba dove funzionalità ludica e istinto si uniscono in un’idea del vestire come impulso primordiale. Ogni capo racchiude infinite possibilità e consente una trasformazione che è insita nella forma e nei modi d’uso radicati in studiate costruzioni. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 20/06/2025 18:17
Ultimo aggiornamento: 20/06/2025 18:18
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