TrendIl viaggio grafico di Louis Vuitton
«Questa collezione è un nuovo inizio», spiega il direttore creativo Nicolas Ghesquière, dopo aver celebrato 10 anni alla guida del brand. Tra modelle in marcia su un catwalk di bauli multicolor in outfit destrutturati. «Tailoring flou potrebbe riassumere il mood»

La passerella ha un segreto. Si alza con un meccanismo meccanico e diventata un parallelepipedo di bauli griffati Louis Vuitton in tutte le fantasie. Come il container di un traslantico pronto a salpare. Perché Nicolas Ghesquière immagina le sue femme come viaggiatrici tra anni 20 e anni 80, tra ricami Liberty e silhouette squadrate very eighties. Sono nuove Flapper girl vestite di sete iper grafiche, con bluse aeree, scampoli annodati, sovrapposizioni e pantaloni al polpaccio. «Tailoring flou potrebbe riassumere tutto. Destrutturare gli abiti, conservando solo i dettagli essenziali rendendoli il più leggeri possibile», ha spiegato a MFF lo stesso Nicolas Ghesquière. «Creare capi strutturati ma al tempo stesso vaporosi. Il giusto equilibrio tra i volumi ampi e il sartoriale, è molto interessante perché dà forza al movimento».

Si parla di soft power, delicatezza e potere, la combinazione perfetta di due realtà opposte. La morbidezza di una struttura per natura rigida. Leggerezza irriducibile. Energia vibrante. Profondità grottesca. Opulenza vaporosa. Delicatezza spigolosa per una femminilità decisa. La meccanica del fluido. «Prendiamo la definizione originale della parola Rinascimento», ha continuato Nicolas Ghesquière. «Mi ha colpito perché dopo un decennio da Louis Vuitton, celebrato la scorsa stagione, questa collezione è come un nuovo inizio, un nuovo capitolo. L’obiettivo è stato quello di rappresentare un rinascimento e allo stesso tempo di sintetizzare e portare avanti lo slancio di ciò che è già stato costruito nel corso di un decennio».

E nel finale alcune creazioni presentano opere dell’artista Laurent Grasso, in particolare cinque dipinti della serie Studies into the past. «Dal punto di vista più personale, avevo in mente un’immagine della mia infanzia. Sono cresciuto a Loudun, circondato da castelli di importanza storica, lì ho trascorso la mia adolescenza negli anni Ottanta. C’è questa chiara rappresentazione di una gioventù fatta di anacronismi; è qualcosa che ho percepito fortemente anche io all'epoca».
Giudizio. Colpo d'occhio che a volte lascia perplessi ma paradossalmente l'insieme risulta più facile rispetto al passato. Lo styling riassume e crea un legame tra tanti pezzi di abbigliamento e accessori molto contemporanei. (riproduzione riservata)