TrendIl tailoring ribelle firmato Versace
«Ho pensato a un power dressing aggiornato», spiega Donatella Versace. Che nello show co-ed mixa drappeggi a reference dalla couture 1993 del fratello Gianni. «Ho rieditato delle giacche disegnate per Prince». E in prima fila arriva Fedez, che scatena la stampa e i paparazzi dopo la separazione dei giorni scorsi da Chiara Ferragni

Il buzz monta nelle ore che precedono lo show. Fedez sceglie di partecipare alla sfilata dell’amica Donatella Versace. E almeno per la stampa italiana ruba (parzialmente) la scena allo show. E mette in ombra le celebrity da Anne Hathaway a Marco Mengoni, tutti nel front row star studded. Dopo gli assalti dei media a Federico Lucia, il défilé finalmente parte.

«Questa collezione ha un carattere ribelle e un cuore gentile», spiega Donatella Versace arrivando su alti plateau alla preview allestita all’ultimo piano del grattacielo Versace. Il moodboard, diviso tra tre pannelli, va da scatti del cantante Prince a look della couture Atelier Versace del 1993. «Prince era un genio. Conosceva la musica classica come tutta la scena contemporanea. Era piccolo di statura ma su di lui gli abiti prendevano personalità», ricorda, mostrando una giacca avvitata con ampie spalle e lugna fila di bottoni centrali. «Volevo ribadire che Versace è vero lusso. C’è la forza dell’artigianato dietro questi pezzi. E c’è un tocco ribelle anche dietro i pezzi più eleganti». Le proporzioni variano dalle maxi lunghezze dei cappotti e degli abiti, alle giacche spencer e alle minigonne, dalle giacche a clessidra con pantaloni sartoriali ai capi dalla spalla larga e leggings con staffa per la donna, dai pantaloni a gamba larga alle camicie ristrette per l’uomo. I tuxedo, tra cui una jumpsuit moderno, presentano silhouette lunghe e rigorose. «Il set per me è una sorta di 2001 odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Una scenografia tutta bianca con fake fur nera sul pavimento», spiega Donatella Versace.

I colletti bianchi a coda di rondine definiscono le camicie e gli abiti di chiffon leggero da donna. La pelle è drappeggiata in modo da risultare spontanea ma precisa negli abiti e nelle gonne, mentre per l'uomo è confezionata in pelle bonded o in una variante più morbida per i pantaloni oversize. «La mia donna è una brava ragazza con uno spirito selvaggio. È altera ma sexy. Non si può scherzare con lei, a meno che non sia d’accordo...». Così, il caratteristico metal mesh è realizzato in una nuova versione dal peso più leggero per il ready-to-wear e per essere indossato su un denim. «L’uomo è l’anima gemella delle mie ragazze forti, un timido genio. Insieme, infrangono le regole per crearne di nuove».
Gli abiti riprendono i codici della sartorialità contemporanea e li stravolgono con tagli, drappeggi e ornamenti. Il lipstick red vivace contrasta il nero. Anche le sfumature di moka e cacao giocano con il nero di fondo. Il Wild Barocco della collezione emerge nelle stampe, nella maglieria, nel jacquard e nei ricami, conferendo opulenza alle fodere dei cappotti e delle giacche sartoriali da uomo ed è ripiegato su polsini e orli. Per le donne è presente nei leggings con staffa, nei bustier e negli abiti da sera off-shoulder con spacco sulla gamba. «Credo che questa collezione confermi la svolta vista dopo l’ultimo show a Los Angeles, che è stato un vero turning point per me», conclude la stilista.
Giudizio. Donatella Versace è una donna forte con idee chiare. La sua moda si traduce in una razionale indomabilità, dove la sartorialità viene disturbata dal drappeggio, la stampa viene decostruita e distorta in ricami, jacquard e fodere nascoste, e i tessuti couture vengono trasformati in un nuovo e lussuoso tweed. La medusa resta forte. (riproduzione riservata)