TrendIl tailoring punk di Simon Cracker alla Milano fashion week
La label di Simone Botte trasforma e destruttura l’abbigliamento classico maschile, mentre collabora con Lineapelle per gli accessori
La fall-winter 2026/27 di Simon Cracker nasce dall’urgenza di fermarsi, per ascoltare davvero chi ci circonda come reazione al bombardamento continuo di immagini, video e suoni che confondono e distraggono. Una pausa di riflessione, come si dice, per fare il punto su un sistema moda sempre più frammentato e consumato rapidamente, come ricorda il soundtrack. Il punk gentile di Simone Botte torna a far sentire la sua voce contro, calcando la passerella per la prima volta con il sostegno di Lineapelle, che ha messo a disposizione del brand una selezione di materiali deadstock per la realizzazione degli accessori, e che ne supporterà anche la sfilata di febbraio, chiudendo così il cerchio di una narrazione in due capitoli. Nel défilé co-ed, la diversità dei corpi è avvolta dai codici del marchio declinati a partire dalla riscoperta dell’abbigliamento maschile classico. Giacche decorate da fiocchi e pizzi al posto della pochette, cappotti e completi vengono messi in discussione, trasformati e destrutturati per arrivare a una dimensione coerente con l’identità libera e inclusiva della label. Se l'attitudine sperimentale resta un caposaldo, è anche vero che da un paio di stagioni si percepisce una maggiore ricerca di portabilità, confermata da quest'ultima prova. (riproduzione riservata)