TrendIl tailoring Jap di Children of the discordance
Sfilata-evento alla Stazione Leopolda per il brand di Tokyo, che vira verso una sartoria classica riletta con tinture eccessive, decostruzione e tagli asimmetrici
Una mano sartoriale guida il ritorno di Children of the discordance a Pitti uomo 108. Il brand giapponese di menswear, fondato nel 2011 da Hideaki Shikama e già ospite della fiera nel 2017 sotto l’egida del Tokyo fashion award, torna a Firenze con una sfilata-evento alla Stazione Leopolda, realizzata in collaborazione con la Japan fashion week organization.
Sulla passerella sfila una visione ingentilita rispetto agli acuti streetwear a cui la label ha abituato il suo pubblico internazionale negli anni. «Ho sempre voluto fare qualcosa in chiave sartoriale, ma volevo sviluppare il progetto in un’occasione speciale e Pitti, con la sua tradizione legata al tailoring maschile, mi è sembrato il palcoscenico perfetto», spiega a MFF il designer, che oggi sta espandendo la sua attività a livello globale.
Sulla passerella, camicie, giacche, pantaloni e shorts sartoriali mostrano una struttura decisa. Sono forme classiche rilette però con tinture eccessive, tagli asimmetrici e un indugio sulla decostruzione in nome di quei contrasti che, del resto, danno il nome al marchio. Altri pezzi abbracciano il patchwork e un’estetica grezza e non finita, mentre affiorano citazioni utility ed echi street e la palette si fa fumosa, a tratti sbiancata per conferire ai capi una vibrazione autentica, come fossero già stati indossati. La sensazione è di un next step per il brand che trova conferma nelle parole di Shikama: «Non voglio più che il brand sia etichettato come street luxury, ma come vero lusso». (riproduzione riservata)