TrendSchiaparelli prêt-à-rêver
«Il mio desiderio è far sognare anche con pezzi della vita quotidiana», dice Daniel Roseberry. Che per la maison di Diego Della Valle mixa elementi Usa dal denim alle frange con riferimenti alla founder Gli accessori sono bold ed eye-catching

Dai saloni couture della maison al Pavillion Vendôme il passo è breve ma la distanza ideale è molta. Daniel Roseberry crea uno stacco netto tra l’alta moda e il prêt-à-porter di Schiaparelli. «Il mio desiderio è far sognare anche con pezzi della vita quotidiana che però devono avere qualcosa di speciale, che si colleghino al Dna della maison e ai contrasti della sua fondatrice, Elsa Schiaparelli», spiega il designer.

Il set, la musica e il ritmo dello show raccontano di questa svolta. Elementi dell’immaginario americano come il denim, i cowboy boot, le frange e le fibbie vengono remixati con la simbologia del marchio tra metri da sarto, lucchetti e figure surrealiste a comporre un guardaroba di capi essenziali come il blazer, il piumino corto, il suit ma anche l’abito da sera sensuale e mai esagerato. Così l’anatomia del corpo diventa ricamo sul top strutturato da sera, indossato con pantaloni maschili e con un paio di texani, l’abito sottoveste gold è realizzato in maglia, il completo giacca-pantalone in denim ha forme ampie e confortevoli mentre sotto il bustier dai bottoni dorati si può indossare anche una canotta bianca.
«In collezione c’è tutto dal tailoring alla maglieria e ci sono pezzi presi nella couture riportati nel quotidiano», prosegue Daniel Roseberry. «Vogliamo aggiungere un elemento di consenso a quello che già facciamo». Consenso che sta arrivando per gli accessori. «È una categoria che vogliamo espandere, per alcune borse e sneakers ci sono liste di attesa», ha aggiunto. E anche in questa collezione i pezzi sono eye catching e bold. Uno dei tacchi era stato sviluppato dal designer per il suo progetto di ingresso nella maison ormai cinque anni fa. «Sono la perfetta rappresentazione di qualcosa di utile ma irriverente. Ho voluto fare una collezione molto piccola e centrata», ha concluso. E, visti i riscontri, la missione sembra compiuta.
Giudizio. Dopo cinque anni di direzione creativa, Roseberry padroneggia i codici della maison di Diego Della Valle. Dalla couture al ready to wear, il designer ha creato attorno al marchio un’atmosfera di desiderabilità. «Questa collezione è per ogni occasione, abituatevi solo a sentirvi chiedere: “Scusi... dove ha preso quel pezzo?”», conclude Roseberry. Sarà la frase di stagione. (riproduzione riservata)