TrendIl silenzio rock di Yohji Yamamoto
Il designer jap crea una collezione fatta da mormorii di tessuto. Stratificata, ma leggera e unita ad alcune citazione brit

All’inizio è silenzio. Rotto solo dai flash e da qualche scricchiolio di sedia. Anche i cellulari tacciono. Tutti all’ascolto degli abiti di Yohji Yamamoto. Sulla passerella del salone delle feste del Comune di Parigi sfilano crinoline di lana nera, erte come schegge impazzite su cappotti e abiti asimmetricamente costruiti. Una silhouette da Pierrot, arruffata da drapé come solo Yamamoto sa fare e ai quali le capigliature scolpite come parrucche indisciplinate fanno da perfetto pendant.
Poi le note del piano si stagliano sulla scena e il nero che si spezza in due, proiettando la propria ombra su un bianco patinato. Tornano a suon di rock dei parallelepipedi ritorti cuciti come volants e baschine, portati con solenne grazia. E con la musica arriva anche il colore, sempre in tonalità discrete, in completi di tartan nei toni del sottobosco. Gli abiti stratificati compongono una silhouette che si rifrange in movenze aggraziate e danzanti. Alla fine è una sinfonia in grigio, tra formalismo e redingote novecentesche con dissacranti imbottiture che spuntano sul fondoschiena. Giudizio. Una collezione che ne racchiude altre, come le matriosche russe, in un incalzante crescendo di look dal taglio estroverso ma sempre perfetto. (riproduzione riservata)