TrendIl rosso e il nero nella scia di Ferrari
«Questo colore in versione lucida esalta il movimento e la sensualità che sono parte del nostro immaginario», spiega il creativo Rocco Iannone. Che lancia nuove bag ispirate ai Sixties

Tre musicisti entrano nell’oscurità al centro del set ellittico. Due arpe e un pianoforte attaccano un’armonia ipnotica. Lo show Ferrari prende avvio in un set scultoreo, tra sedute che sono cilindri neri disposti come ellissi di orbite planetarie. «Dopo le prime uscite nel nostro rosso, ho voluto una serie di look neri. In una tonalità che riflette la luce, che comunica la sensualità e il senso di velocità associato a Ferrari», spiega in backstage il creativo Rocco Iannone. La sua definizione dei codici di maison prosegue tra forme arrotondate e grande ricerca di materiali.
I tessuti archetipi del tailoring, come la flanella e le lane pettinate, ricordano il valore della tradizione artigianale prestandosi a una rilettura sostanziale della modellistica: ogni curva, volume e sinuosità non smette mai di ridursi e dilatarsi, contrarsi ed estendersi. Il blazer appare con una sagoma precisa, con le spalle enfatizzate, il punto vita segnato, le maniche affusolate e il bacino di nuovo espanso.

Nel front row ci sono amici come Emma, vestita a Sanremo, Rose Villain e Bianca May Jagger. E non manca il numero uno di Exor, John Elkann, con la moglie Lavinia e il figlio Oceano, seduti con Anna Wintour. «Abbiamo realizzato tre uscite in tessuto d’oro. E abbiamo lavorato sugli accessori partendo da valigie viste in scatti con Monica Vitti e Anna Magnani su auto Ferrari negli anni 60», prosegue Iannone.

Lo show si apre con la nuova top, Penelope, e non manca Maria Carla Boscono, tra le muse dello stilista. La sperimentazione conduce alla verniciatura manuale della pelle, croccante e lucidissima, ai ricami di catenelle brillanti sui filati reticolati, alle intessiture couture della seta con il metallo. La trama del denim indigo è trattata con una resinatura speciale che cattura e riflette la luce come se la tela fosse richiusa dentro una patina di vetro.
Giudizio. Lo show conferma la visione affinata di Iannone per Ferrari. E il consolidamento di un’identità che evoca le visioni del futuro immaginato come nei sixties da Courrèges o Rabanne. Qui con ulteriore body consciousness. Per dirla con Iannone: «Il corpo è una macchina potentissima. È passione e desiderio. È anatomia e forza. E un'armonia perfetta di volumi e superfici che si spiegano e si espandono nel movimento». (riproduzione riservata)