TrendIl red carpet rock da Junya Watanabe
Il designer lavora sull’abbigliamento formale in denim. In scena, anche T-shirt di band con innesti di foulard d’autore
Una pedana come triangolo infuocato animato dal caleidoscopio del crossover elettronico di Trentemøller. Minimale e liquido. Quindi uno smoking come un sabotaggio sartoriale hard rock dove la giacca è un insieme di toppe che si cuciono insieme. Ancora preciso con papillon e camicia dal colletto diplomatico, ma sotto occhiali da sole pierced. Poi plastron rigorosi tra hackeraggi tartan e capelli che svettano come aculei verso l’alto. È la nuova passerella di Junya Watanabe man.
Dove il tuxedo con il suo patchwork incontra il denim di Levi’s. Cambi e scambi, incursioni. D’altronde, quando ha lanciato la sua prima collezione uomo nel 2001, il creativo giapponese nell’orbita di Comme des garçons ha dichiarato di aver voluto creare un abbigliamento con quel «something real» che si legge ancora sull’invito. «Qualcosa di reale. Qualcosa che ha storia, che ha una shape tradizionale. La nostra espressione di originalità. Un nuovo feeling per i basici».
Una dichiarazione di intenti che sin dall’avvio di Junya Watanabe man, ha significato anche intessere collaborazioni con brand e aziende, tra tutte con il peso massimo del jeans, utilizzando i loro prodotti cult come tela per le creazioni del designer. Molte liaison si sono rafforzate nel tempo, passerella dopo passerella. E infatti ritornano. In effetti, se le collaborazioni sono diventate un capitolo fortunato della moda dell’ultimo decennio, chi non vorrebbe unirsi al tocco sperimentale avant-garde di Watanabe?
E lo stilista-rocker d’Oriente non rinuncia alla musica. Appena prima che il tappeto sonoro dello show viri verso Spooky di Dusty Springfield, arrivano le amatissime magliette come merch da concerto. Gli Ac/dc. Heavy metal con gli Scorpions e i Black sabbath. Tee naturalmente rilavorate, questa volta con incursioni di foulard d’autore che combinano riferimenti disparati, motivi barocchi inclusi. Gli stessi che approdano su patch, zaini e bag. Mentre i davantini degli abiti da sera varano nuovi orizzonti pimpati.
Giudizio. Junya Watanabe sa bene come collaborare. E come dissezionare e ricostruire i pezzi chiave del menswear. Con il suo schema di riferimenti, quello potente di sempre. (riproduzione riservata)