TrendIl Pop heart di Vuitton batte a New York tra la Frick collection e Keith Haring
Sfarzo da Gilded age, le opere del creativo anni 80, Paris meets New York, anima artsy in un mix tra uptown e downtown. La cruise disegnata da Nicolas Ghesquière per la maison di Lvmh atterra nelle sale del museo a Manhattan. Apre l’attrice Giulia Maenza davanti a guest come Emma Stone, Anne Hathaway ed Emily Blunt

Un’immersione nel mondo dell’arte in casa Louis Vuitton. Visto che Nicolas Ghesquière, direttore artistico delle collezioni donna per la maison del gruppo Lvmh, ha deciso di presentare la collezione cruise 2027 alla Frick collection. Ossia un iconico museo, che è ospitato in una delle ultime grandi dimore della Gilded age di New York, situata lungo Central park nell’Upper east side di Manhattan. Aperta al pubblico dal 1935, The Frick collection offre incontri con una delle più importanti collezioni al mondo di belle arti e arti decorative europee, con capolavori che vanno dal Rinascimento al tardo 19° secolo. E la nouvelle vague continua in passerella con quei pezzi personalizzati con i disegni di Keith Haring, impressi sulle borse, sugli stivaletti, su giacche di pelle e su maglie croppate. «Mi ricordo di quando sono venuto a New York la prima volta nel 1989», ha spiegato a MFF lo stesso Nicolas Ghesquière, «mi piace molto questo contrasto tra uptown e downtown, due aspetti che si uniscono nelle silhouette. E poi questo ponte tra due città come Parigi e New York».

Dualità, collisioni estetiche che partono con citazioni very American. Jeans bifronte nei pantaloni del primo look che hanno un’interprete speciale, Giulia Maenza, l’ex modella siciliana diventata una delle nuove leve del cinema italiano e che ha conquistato lo sguardo di Ghesquière tanto da farle aprire lo show. Arrivano balze di denim, lunghe giacche ipergrafiche con gonne aeree, tute di pelle de rider, giacconi schiacciati da pescatore. Passando per una maglieria super colorata e vitaminica all over e dettagli super sport, a partire dal pugilato nei pantaloncini di seta e nei guantoni da boxe griffati. Fino alle tute aderenti sportive o i cargo pants morbidi che si abbinano a quei top molto Gilded age, in una collisione tra passato e futuro.

Pop art, pop luxury, edonismo, ricerca per una femminilità all’insegna della sperimentazione. Un feeling che si sposa con quella colonna sonora con i Peaches che cantano Boys wanna be her. Tutto davanti a un parterre che annovera le inossidabili friends of the house come Emma Stone, Zendaya, Cate Blanchett, Jennifer Connelly e Alicia Vikander. Ma ecco, fresche fresche di prime cinematografiche in giro per il mondo, Anne Hathaway ed Emily Blunt. Perché il diavolo oltre Prada forse veste anche Vuitton.
Giudizio. Il mix firmato Nicolas Ghesquière ha una miscela molto personale. Esteticamente forte perché di ricerca, ma non legato a una tendenza. Volutamente elaborato, mai semplicisticamente riconducibile a un solo dettaglio o a un solo pezzo. Senza mezze misure. Ma soprattutto in questo momento storico in cui la moda si mette in discussione, è meglio avere una posizione netta e precisa. E qui la visione è potente. (riproduzione riservata)
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