TrendIl nuovo femminile secondo Balmain
Dopo 14 anni allo stile, Olivier Rousteing decide di cambiare rotta ed essere meno loud. In scena maglieria, volumi più morbidi e colori classici
«Non è solo un nuovo capitolo, è un nuovo libro all’interno del quale sto riscrivendo la storia della casa». Olivier Rousteing racconta così il cambio di passo che ha scelto di dare alla maison di Mayhoola dopo 14 anni di direzione artistica. «Oggi ho trovato una maturità che mi permette di far valere le mie idee senza essere esageratamente loud», prosegue. Una visione che rispecchia il nuovo corso manageriale del marchio guidato dal nuovo ceo Matteo Sgarbossa.
«Il team e lui mi hanno aiutato a capire come costruire insieme questa nuova strategia e la nuova cmo Bruna Scogamiglio mi ha detto: crediamo in te», sottolinea il designer a MFF. Sulla scena sfilano così donne dall’attitudine più casual, che optano per maglieria soft a dare vita a dress portati con cuissardes, che scelgono prints zebrati per cappotti dai volumi architettonici e origami effetto alligatore per abiti avvitati sul corpo. Con una sexiness che diventa più morbida e seducente.
Ci sono riferimenti ai codici della casa di moda degli anni 50,60 e 80 ma l’estetica del fondatore viene traslata nella contemporaneità grazie a nuove silhouette dei cappotti, alle forme cocoon, ai print animalier, che danno un touch Afro all’insieme. I capospalla spaziano tra peacoat e parka e sono pensati per la vita di tutti i giorni. Anche i colori riflettono questa trasformazione, giocando tra i grigi e i blu con tocchi di giallo e lilla.
Giudizio. «Questa collezione rispecchia un lato della mia personalità che non avevo ancora espresso». Il ragazzo che prese in mano le redini del marchio quando aveva poco più di vent’anni è maturato e così lo sono le sue donne. È evidente che in Balmain ci sia bisogno di un twist che Rousteing si impegna a dare mettendosi in gioco in prima persona come parte di un team a 360 gradi. (riproduzione riservata)