TrendIssey Miyake tra gli origami 3D
Su un rettangolo di sabbia argentea, la label giapponese sfoggia lavorazioni che seguono l’andamento del tessuto
Non accanirsi sui tessuti. Lasciarli liberi nella loro espressione. Su capi che si impossessano del corpo e giocano con lui. Accettare un dialogo aperto e paritario tra la creatività del designer e la natura dei materiali. Issey Miyake parla di quel vuoto che sta a ciascuno di noi riempire. Al Carrousel du Louvre su uno spazio rettangolare riempito di sabbia argentea scendono gocce iridescenti di luce. Sfilano silhouette drappeggiate in un singolo pezzo di tessuto tridimensionale, bustier e obi fabbricati da artigiani con fogli di carta washi sovrapposti poi laccati da esperti di Kyoto per renderli più rigidi.
I loro colori brillanti contrastano con la semplicità della lunga gonna drappeggiata in vita. Cappotti portati ampi scendono con un movimento languido sui fianchi mentre i trench si ergono come vele su un mare in tempesta che le fa volteggiare. Persino i plissé diventano più ampi, in un movimento concentrico che ipnotizza gli occhi. Con Miyake un unico pezzo di tessuto diventa uno statement di moda che parla un linguaggio di autentica bellezza. Ai piedi le Anna create con Camper nelle quali il piede si modella come se fossero calzini.
Giudizio. C’è una cadenza quasi solenne in questa processione lenta di abiti, sottolineata da un mormorio di ciottoli e di voci che rendono lo show quasi un rito per esplorare se stessi. (riproduzione riservata)
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