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Comme des Garçons cita David Guetta tra ironia e colore

Rei Kawakubo gioca con le proporzioni di dress extra long e richiama gli stivali camperos usati dal dj e producer nel video Play hard del 2013

di Tommaso Palazzi (Parigi)
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Un look Comme des garçons primavera-estate 2027 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Comme des garçons primavera-estate 2027 (ph Francesc Ten/MFF)

Lo show si svolge a Montmartre, in una storica sala da ballo di fine Ottocento. Nel buio totale emergono sulla passerella rialzata i primi due look: abiti extra long di foggia femminile, sormontati da ampi cappelli e completati da quelle lunghe chiome artificiali che evocano l’immaginario dei manga giapponesi. È una delle firme visive di Rei Kawakubo che, per la primavera-estate 2027 di Comme des Garçons, sceglie questa volta di partire da un elemento immediatamente riconoscibile.

Ai piedi dei modelli compaiono infatti gli stivali camperos dalla punta esageratamente allungata, oltre cinquanta centimetri di curve che sembrano sfidare ogni logica funzionale. Un riferimento che rimanda direttamente al video Play Hard di David Guetta del 2013 e che introduce subito il tono della collezione.

Da qui prende forma una riflessione sulle ossessioni creative della stilista giapponese, affrontate però con uno spirito più leggero e ironico del consueto. La silhouette allungata e quasi caricaturale viene ripetuta e trasformata in una serie di variazioni che oscillano tra moda, performance e gioco visivo. Sopra gli abiti si sovrappongono giacche costruite con imballaggi plastici, reti e materiali tecnici che amplificano il senso di sperimentazione. I colori si fanno brillanti, talvolta attraversati da effetti logo, mentre i volumi si espandono e si contraggono mantenendo sempre il filo conduttore dell’extra long.

Nel finale i modelli arrivano di corsa e scompaiono altrettanto rapidamente dietro le quinte. La sala esplode in un lungo applauso per la designer giapponese che, fedele alla tradizione, non si presenta in passerella per il saluto conclusivo.

Giudizio. La collezione conserva la radicalità del brand, ma la stempera in una dimensione quasi ludica. Come se Kawakubo volesse divertirsi con il proprio vocabolario creativo, invece di metterlo continuamente alla prova. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 29/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 29/06/2026 19:00
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